4 Sì contro la metafisica dell’embrione

Intervista a Massimiliano Parente

massimilianoparente

Manca poco più di un mese ai referendum abrogativi della legge 40, ma la politica e l’informazione – salvo rare eccezioni – sembrano voler occuparsi d’altro. Per questo abbiamo deciso di rinnovare una pratica oramai in disuso: chiederemo agli “intellettuali” di schierarsi. Non sull’ultima partita di campionato o sul miglior ristorante dove hanno cenato, ma per conoscere il loro pensiero in materia di diritti civili. Cominciamo con Massimiliano Parente, scrittore (a maggio esce il suo “La macinatrice” per i tipi di Pequod e a ottobre è prevista la pubblicazione di “Post Porno” con Castelvecchi) e collaboratore del «Domenicale», dopo che abbiamo letto una sua veemente dichiarazione di voto sul sito Nazioneindiana.

Dal tuo messaggio su Nazioneindiana è chiarissimo come voterai ai prossimi referendum del 12 e 13 giugno. Per chi non l’avesse ancora letto, vuoi motivare la tua scelta?
Vado a votare “Sì” a tutti e quattro i referendum. Innanzitutto per abolire una legge liberticida, fondata sulla metafisica dell’embrione, cioè sull’embrione elevato a persona. Con questa idea, che è in palese contraddizione con il diritto all’aborto, vogliono arrivare a rivedere anche la legge 194: è paradossale che una donna non possa rifiutare l’impianto di un embrione, dopo che a quell’embrione sia stata diagnosticata una malattia, ma che poi possa abortirlo. Anzi è obbligata a impiantarsene tre, sani o malati che siano!

A farne le spese sono guarda caso le donne…
Tanto per cambiare. E c’è un’altra cosa su cui insistono i difensori della legge 40: il diritto del nascituro a sapere chi è il padre… Ma anche quello è un diritto della donna! Se una va in giro a scopare e rimane incinta può non voler sapere chi è il padre del bambino. Invece fa la fecondazione in laboratorio e si deve per forza sapere chi è il padre, per legge. Cioè, volendo sancire il diritto dell’embrione, tu imponi una cosa che in natura non avviene…

Per te quando inizia la vita umana?
Esattamente quando inizia non lo so; so soltanto che se si può abortire a cinque mesi, magari dopo che un’amniocentesi ha rivelato che il feto ha la sindrome di Down, già quello è un limite fissato. Cioè il feto non è una persona, figuriamoci l’embrione… Altrimenti facciamo come Wojtyla che diceva che l’aborto è uguale all’olocausto. Se il referendum andasse male, sarebbe come sposare questa linea e pensare che addirittura l’embrione è più persona di una donna. E questi signori si sentirebbero in diritto di inventarsi altri divieti e restrizioni.

Per esempio una legge che vieti di disperdere il seme o che preveda di battezzarlo, come preconizzava Laurence Sterne…
Sì. Alla fine, regredendo, si arriverà allo spermatozoo. E nel vero senso della parola riusciranno a… romperci le palle. E a battezzarci le seghe!

Il 12 e 13 giugno si vota anche a favore della ricerca sulle cellule staminali, consentita in tutti i paesi d’Europa meno che da noi…
L’aver messo dei paletti scientifici ulteriori alla scienza, quando già dall’Italia se ne vanno tutti, è un altro assurdo di questa legge: se ai tempi di Fleming ci fosse stata una metafisica della muffa, non si sarebbe nemmeno scoperta la penicillina! Le cellule staminali embrionali sembrano essere fondamentali per la cura di diverse malattie: non sarà ancora una certezza assoluta, ma se vietano di fare ricerca non lo sapremo mai…

Pensi che la gente queste cose le sappia?
Io sicuramente ho una visione molto più anticlericale di tanti pseudo-laici e ci vedo sempre lo zampino della Chiesa – come del resto è cosa nota che la Cei abbia fatto pressioni per questa legge – però il rischio secondo me è che non si raggiunga il quorum. Purtroppo ho il timore che non sia abbastanza… consentita l’informazione su questi referendum, un’informazione che arrivi veramente alle persone e faccia capire l’importanza di andare a votare. Molti, a quanto sto vedendo, non si sono resi conto della posta in gioco.

Sarà anche perché la maggior parte della classe politica non si è espressa o nicchia? Fatti salvi pochi leader politici, gli altri non dicono chiaramente da che parte stanno…
In Parlamento di schieramenti ne vedo uno grosso, bello compatto, composto anche da quelli che fanno i sornioni, che hanno una posizione non personalmente motivata sui referendum. Un altro guaio è che in Italia abbiamo questo meccanismo del quorum – che se fosse per me abolirei subito – grazie al quale chi se ne va al mare può aver ragione di chi invece va a votare. Già c’è la data fissata a giugno, quasi in estate, poi c’è questo asse trasversale che va da destra a sinistra contrario ai referendum… Almeno una volta c’erano don Camillo e Peppone; oggi il clericalismo è totalmente trasversale. Il massimo che propongono i cosiddetti leader è la libertà di coscienza. Almeno, invece, consentite che in questo mese ci siano dibattiti in televisione, che spieghino che cos’è questo referendum! Dovrebbe essere costituzionalmente garantito che ci sia una informazione adeguata, ma ci sarà questa informazione o in prima serata sulle televisioni pubbliche e private ci saranno soltanto i reality show? Se prevale questa linea il quorum non si raggiungerà, purtroppo. Vedo in pericolo delle libertà, però non tutti se ne rendono conto.

Articolo pubblicato su Agenzia Radicale

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