Il cimitero delle intenzioni

Sembra un film horror (perciò ne è sconsigliata la lettura a chi sia debole di cuore o di stomaco) e invece si tratta soltanto dell’ultima, straziante trovata del Comune di Roma, nella persona del vicesindaco Sveva Belviso. Al cimitero Laurentino è stato inaugurato il Giardino degli angeli, un’area di 600 metri quadrati che sarà dedicata alla tumulazione dei feti. Inutile che sgranate gli occhi: avete letto bene. Laddove sia avvenuta una «interruzione di gravidanza spontanea o terapeutica», tiene a precisare la Belviso, d’ora in poi a Roma si possono chiamare le onoranze funebri, farle arrivare nell’ospedale dove è avvenuta l’interruzione suddetta, raccogliere i resti dell’intervento chirurgico abortivo e fare una bella preghiera per l’anima del feto… Sono escluse ovviamente le donne che abbiano abortito volontariamente, che questa brava gente considera, a tutt’oggi e nonostante la legge 194, assassine a tutti gli effetti; comunque, mortali peccatrici. Davvero, non stiamo scherzando: Sveva Belviso, Cattivo Gioco, si potrebbe ironizzare, se ci fosse ancora qualcosa da ridere.
La macabra iniziativa, del resto, non è nuova: aveva cominciato Roberto Formigoni in Lombardia (al cimitero di Milano esiste già un’area cimiteriale simile) a pensare alla sepoltura e persino al funerale per i feti, sebbene la legge non preveda nulla del genere. E non è nuovo nemmeno che questi necrofili abusino della parola “bambini” senza alcun criterio umano, scientifico e nemmeno giuridico. “Bambini non nati”, “bambini mai nati”, “angeli”, “figli”: questa la terminologia utilizzata senza scrupoli da persone che ricoprono anche incarichi importanti nell’Amministrazione della Capitale, come il consigliere di Roma Capitale Fabrizio Santori o il presidente di Ama Piergiorgio Benvenuti che hanno sostenuto l’iniziativa e la accolgono con entusiasmo.
In un Paese civile non si può smettere nemmeno un istante di mantenere la guardia nello scontro con questi illegali cultori della morte che, in tema di aborto, se ne inventano di tutti i colori per cercare di uccidere psichicamente le donne e in special modo quelle che ricorrano all’interruzione di gravidanza volontaria. Ma dobbiamo veramente aspettarci ogni mostruosità, fino a chiederci persino quando verranno materialmente a frugare nei nostri letti, nei cicli mestruali delle donne o nei nostri preservativi usati per dare degna sepoltura a ovuli e spermatozoi in quello che forse chiameranno il Cimitero delle intenzioni?

Articolo pubblicato su Cronache Laiche

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