“Quartet”, la musica che gira intorno

quartetChi non è troppo avvezzo alle tecnologie avanzate, trovandosi in uno di quegli enormi negozi che vendono televisori e apparecchiature audio-video, potrebbe ancora non avere chiaro il senso delle parole “surround sound”. Il grande Ivano Fossati forse risponderebbe che è «la musica che gira intorno», ma anche lui non sembra tipo da mega-multi-store. Più modestamente, a chi scrive il concetto è stato reso più chiaro vedendo, pardon, vedendo e sentendo Quartet, il film che segna l’esordio di Dustin Hoffman alla regia.

Basato sulla omonima commedia teatrale di Ronald Harwood, Quartet è un film sulla musica della vita e sul metronomo del suo scorrere. Ambientato in una tranquilla residenza per musicisti e cantanti in pensione, a sua volta immersa nella perfetta campagna inglese, potrebbe ingannare e far pensare che, certo, in un luogo così, la vecchiaia possa essere facile. Invece la vecchiaia non è facile mai, né tanto meno tranquilla e perfetta. Come l’amore. Che, al contrario della vecchiaia, può durare però tutta la vita…

Ma questo lo lasceremo raccontare alla magia di questo affresco di Hoffman e ai suoi splendidi attori. Noi eravamo rimasti al “surround sound” e da quello ci faremo condurre, come in un valzer o in un’opera lirica. Perché ovviamente la musica e il canto sono i protagonisti assoluti del film, ma lo sono anche l’umanità e la gioia di vivere. Queste due, sulle ali magiche del suono, scendono nella platea degli spettatori e li circondano. Così, sarà bello sentire la signora a tre file di distanza che canticchia tra sé e sé il Rigoletto o i tanti che muoveranno la testa seguendo l’aria di La donna è mobile; sarà bello sentire che qualcuno si emoziona alle tue spalle e a stento trattiene un applauso a scena aperta, proprio come se fosse all’Opera. Sarà bello lasciarsi invadere dalla risata argentina che esplode vicina, mentre di fronte scorrono le immagini e la musica di vecchi straordinari e straordinariamente buffi. E commoventi.

Andate a vederlo e poi mi direte se Quartet non è un film «che gira intorno», come musica e che gira anche dentro, come quel disco antico sul grammofono. E forse converrete anche che questo non è merito, soltanto, del “surround sound”.

Paolo Izzo

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