Voci

 

La voce innocente
scritta, che scivola
risalendo,
la spina dorsale

La voce sorridente
dell’amico
nell’orecchio
più laico

La voce immaginata
trattenuta,
dall’altra parte
della città

La voce impudìca
che, vereconda,
richiama
l’assoluto mancarsi

La voce mia,
che penetra
i meandri bui
senza aprire
bocca

(Paolo Izzo – “Voci”, 03.02.2013) 

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