Petizione Offline

photo_0Verso le undici di sera facevamo una passeggiata in un piacevole quartiere di Roma, quando a un tratto c’era un po’ di movimento in una piazzetta. C’erano tavoli e sedie pieghevoli e tutti intorno stavano riempendo o controllando dei moduli. Che cosa stavano facendo? Per fortuna uno degli italiani presenti parlava inglese: “Si tratta di una petizione per la legalizzazione di eutanasia” ci racconta. “Chiediamo una legge di iniziativa popolare sull’eutanasia e perciò abbiamo bisogno di cinquantamila firme”. Una petizione? Per strada? A quest’ora? Cinquantamila firme?!
“Online queste iniziative non sono consentite in Italia. Bisogna controllare tutte le firme e dunque tutti devono fisicamente venire qua e mettere la firma di persona e riempire un modulo”. Ciò mi lascia perplessa. In Olanda Burgerforum riusciva con grande difficoltà a raccogliere cinquantamila firme, anche se bastava premere un bottone sul computer. Sarebbe stato impossibile raccoglierle se tutta questa gente avesse dovuto venire in piazza per metterle!

Viene fuori che sono attivisti dei Radicali. Un partito politico che lotta per i diritti umani. Ciò non mi dice molto – non è vero che tutti i partiti politici lottano continuamente per i diritti umani? – ma forse hanno ragione.
Tanti diritti a cui noi in Olanda siamo abituati da molto tempo, sono oggetto di lotta per gli italiani. Non hanno l’eutanasia, il matrimonio per gli omosessuali, non hanno una legge contro la tortura.
Il diritto di aborto e di divorzio sono stati tutti e due iniziati dai Radicali, mi dice uno degli attivisti. Il suo nome è Paolo Izzo. E’ un giornalista e scrive quasi ogni giorno lettere a molti giornali su soggetti a cui, secondo lui, i media principali non danno l’attenzione dovuta. ‘Nei giornali scrivono molti articoli sulla vita sessuale di Berlusconi”, dice. “Ma scrivono meno delle cose veramente importanti”. Quasi ogni giorno c’è un giornale che pubblica una sua lettera. I diritti civili per cui i Radicali lottano, in Italia, vengono bloccati soprattutto dalla Chiesa cattolica. “Il Vaticano non dovrebbe avere potere in Italia. E’ un altro paese. Ma ciononostante il Papa ha molto da dire in Italia”.
Nel 2005 c’era un referendum – dopo una richiesta dei Radicali – sulla liberalizzazione di trattamenti di fertilità. Dopo un cambiamento, la legge italiana su questi trattamenti era diventata una delle più restrittive d’Europa: donare sperma o ovuli è proibito e dopo un trattamento di fertilità era permesso immettere solo tre embrioni nell’utero – tutti e tre in una volta.

“Un referendum è valido solo quando almeno il 50% dei votanti partecipano”. La Chiesa cattolica disse alla gente di non andare a votare, infatti solo il 24% partecipò al referendum. La chiesa ha anche influenza sui politici, di modo che quelli difendono le idee cattoliche”. “Facciamo il giro di tutta l’Italia con questa proposta di legge. In ogni città mettiamo i tavoli in piazza, dove la gente può venire a mettere la firma. Abbiamo cominciato un mese fa e abbiamo già raccolto sei mila firme. Abbiamo sei mesi per ottenerne cinquanta mila, ma pensiamo di raggiungere quella cifra già entro tre mesi. E a dire il vero, speriamo di raggiungere la cifra di cinquecentomila firme, per essere veramente impressionanti”.

Le lettere di Paolo Izzo ai giornali puoi leggerle su http://letteretiche.wordpress.com/
(Almeno, se sei capace di leggere italiano).

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Articolo di Marie Hemelrijk pubblicato sul Dagelijkse Standaard
(traduzione… non autorizzata dall’olandese)

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