Processo Cerroni: i Radicali hanno chiesto di costituirsi parte civile

SCIOPERO DEI MAGISTRATIDichiarazione di Paolo Izzo, Segretario dell’associazione Radicali Roma

Questa mattina, con l’avv. Giuseppe Rossodivita, ho depositato la mia richiesta di costituirmi parte civile, ai sensi dell’art. 9 TU Enti locali, in sostituzione della Provincia di Roma, nel processo che si è aperto, davanti la prima sezione collegiale del Tribunale Penale di Roma, a carico di Manlio Cerroni e altri sei – tra cui figurano un ex presidente di Regione e alti dirigenti e funzionari della Regione Lazio – accusati, tra gli altri capi di imputazione, di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una serie di reati che vanno dall’abuso d’ufficio, al falso in atto pubblico, truffa aggravata, traffico illecito di rifiuti, frode nelle pubbliche forniture.
L’art. 9 TU Enti locali consente al cittadino di sostituirsi ai Comuni e alle Province, in caso di inerzia degli enti locali nel far valere i propri diritti.
La Provincia di Roma, pur essendo espressamente indicata quale parte offesa dai reati contestati a Cerroni e agli altri imputati, e perciò pur avendo ricevuto la notifica relativa all’avvio del dibattimento, era assente in aula e non ha manifestato in alcun modo la volontà di costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento dei danni agli imputati.
Con l’azione di oggi, ancora una volta i Radicali, come avvenuto ad esempio in quel di Cremona per il processo contro la Tamoil per inquinamento ambientale, o a Milano nel processo contro Podestà per la vicenda meglio nota come ‘Firmigoni’, o ancora a Roma nel processo per l’amianto del Velodromo Olimpico, si sono sostituiti alle istituzioni inerti, per far valere i diritti di tutti i cittadini.
In particolare Radicali Roma – in questi anni e in perfetta continuità con quanto fatto durante la IX legislatura dal Gruppo della Lista Bonino Pannella alla Regione Lazio – ha più volte denunciato finanche le responsabilità politiche che si celavano dietro il presunto “sistema” Cerroni. Tanto è vero che, sul tema, l’Associazione ha presentato diverse denunce alla Commissione europea e un esposto alla Corte dei Conti.
V’è da aggiungere, infine, come l’immonda gestione dei rifiuti a Roma sia stata contraddistinta dall’opacità dell’intero sistema, una caratteristica che – come Radicali e tramite il nostro consigliere comunale Riccardo Magi – abbiamo cercato di affrontare al fine di renderlo più trasparente. Tant’è che sono state presentate diverse interrogazioni all’assessore Estella Marino – tra cui ricordiamo quella relativa agli arbitrati Co.La.Ri/AMA – e la proposta di delibera sull’anagrafe pubblica dei rifiuti solidi urbani, poi approvata all’unanimità dal Consiglio comunale.
Il collegio giudicante del Tribunale Penale di Roma deciderà dunque sull’ammissione della costituzione di parte civile, insieme alle numerose altre provenienti da alcuni dei Comuni interessati e da associazioni ambientaliste, il prossimo 23 giugno 2014, data alla quale è stata rinviata l’udienza.

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