06blog – Mafia Capitale, il prossimo scandalo sarà Ostia e il lungomare?

ostiabeachDa decenni l’illegalità che pervade il litorale, tra abusivismo e degrato, ha oramai intaccato il tessuto sociale ed economico del Municipio marittimo di Roma Capitale: il prossimo dossier di Roma Capitale riguarderà Ostia?

– di Andrea Spinelli Barrile

Lo scandalo giudiziario di Mafia Capitale sta oramai mietendo vittime nel mondo della politica, oltre che dell’imprenditoria, delle cooperative e della criminalità semiorganizzata romana. Dai Parioli alla rivolta di Tor Sapienza, sembra che l’intero tessuto economico della città sia permeato di corruzione e vacche da mungere.

Noi di 06blog ci eravamo occupati tempo fa dell’ascesa criminale di Mafia Capitale, il braccio armato che continua a controllare il mercato degli stupefacenti romano, una piazza enorme che necessita continuamente di rifornimenti, vendita al dettaglio, consumo. I vari fatti di sangue che nel corso degli anni si sono susseguiti sono utili infatti anche a ricostruire come l’organizzazione criminale abbia cominciato a permeare lentamente le istituzioni e il mondo dell’imprenditoria.

Mafia Capitale è oramai un romanzo giudiziario a puntate e la prossima, pensa qualcuno, sarà dedicata ad Ostia: spartita tra alcune famiglie criminali con un potere economico e militare fortissimo sul territorio, dal clan Fasciani ai Triassi passando per i D’Agata e gli Spada, Ostia non è il centro urbano degli anni ’70. Nel tempo infatti “il mare di Roma” si è riempito di amianto con una speculazione edilizia spaventosa, ha inquinato il proprio mare ed eretto a monumento un lungomuro che impedisce il libero accesso alle spiagge e suddivide nettamente territori di controllo.

Su questo anche il magistrato Alfonso Sabella ha descritto uno scenario decisamente fuori dalla legalità: in un’intervista a Repubblica di qualche giorno fa l’assessore alla Legalità e commissario straordinario proprio nel X municipio ha rivelato addirittura di avere spesso girato con la pistola nella fondina, nel clima di tensione che si percepisce lungo il litorale romano.

Sabato scorso ad Ostia il Movimento 5 Stelle ha tenuto un presidio per chiedere il ripristino della legalità, una battaglia che i Radicali Roma fanno da anni e che sulla quale il consigliere Riccardo Magi si è speso molto anche in campagna elettorale, portando poi come risultato del lavoro politico svolto la delibera sull’abbattimento del lungomuro e sull’apertura di nuovi varchi per il libero accesso al mare.

Quella contro il lungomuro è una battaglia che tuttavia è ben lontana dall’essere vinta: come spiega Paolo Izzo, ex segretario di Radicali Roma e da sempre molto attivo con l’associazione proprio sul fronte di Ostia, lo scenario descritto da Sabella e in generale dalle inchieste della magistratura romana “rafforza anche l’idea, o forse è soltanto un auspicio che la terza tranche dell’inchiesta Mafia Capitale possa approfondirsi e concentrarsi proprio sul quartiere marino della Capitale e soprattutto sul sistema delle concessioni balneari. Se per anni come Radicali e come cittadini, in pochi, armati soltanto degli strumenti della legge (denunce, ricorsi alla Commissione europea, petizioni popolari) e magari di un metro dell’Ikea, siamo riusciti a far aprire alcune brecce nel lungomuro di illegalità e cemento di Ostia, magari soltanto per aver misurato le recinzioni degli stabilimenti, non ci vorranno i servizi segreti per effettuare altre misurazioni areali e soprattutto per rintracciare chi e come, nel tempo, ha avallato questa sedimentazione di illegalità”.

Nel frattempo è notizia del 13 giugno che in via del Sommergibile, nel cuore della roccaforte del clan Spada, è divampato un incendio dopo che una persona è stata vista gettare del liquido fuori da un’edicola gestita da Sabrina Giacobbi, segretaria del circolo PD di Nuova Ostia, un gesto preceduto – riferiscono testimoni – come di consueto dall’esplosione di alcuni petardi.

Vai all’articolo originale di Andrea Spinelli Barrile

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