06blog – Ostia, il libero accesso al mare degli “imprenditori onesti”

varco particolareArticolo di Andrea Spinelli Barrile

Lo scrittore ed esponente radicale Paolo Izzo è oramai una nostra vecchia conoscenza che seguiamo anche perchè spesso riesce a darci notizie decisamente interessanti, grazie al suo occhio di osservatore attento.

E così scopriamo che per fare il bagno ad Ostia, anche quest’anno, come ogni anno negli ultimi 3 decenni, occorre avere doti magiche: levitazione, impalpabilità, impermeabilità, queste sono le tre doti fondamentali per fare il bagno nel mare di Roma. Izzo, con i compagni dell’associazione Radicali Roma, dopo anni di battaglie ha ottenuto che il comune aprisse un primo varco lungo il muro di cemento armato eretto abusivamente dai concessionari romani, garantendo così l’inizio del ripristino della legalità sul lungomare di Ostia. Una legalità che, nonostante gli sforzi continui di pochi e nonostante gli annunci di qualcuno, è ancora lontana dall’essere garantita.

“Spesso infatti, al termine del tratto comunale ci si trova di fronte un bagnino che, invece di occupare il suo posto di assistenza ai bagnanti, si improvvisa vigile urbano e smista il traffico di cittadini e turisti, “agevolandolo” verso le spiagge libere più vicine, che sono a mezzo chilometro in entrambe le direzioni. “Circolare, circolare!”, nessuno cioè osi fermarsi nel fazzoletto di sabbia alla foce dei varchi, perché potrebbe disturbare i radi clienti degli stabilimenti adiacenti. […] Ma il peggio arriva quando il bagnino è distratto o gli stabilimenti stanno chiudendo perché si ha il tempo di leggere i cartelli affissi dagli stessi concessionari: “Ordinanza del sindaco n°89 del 24/04/2015 – Art. 2/L – E’ vietato ingombrare la fascia arenile estesa almeno 5 metri dalla battigia con ombrelloni, sedie sdraio, tavoli, stuoie e asciugamani”. Peccato che gli asciugamani non siano menzionati nell’ordinanza del sindaco, anche perché l’accesso libero e gratuito alla battigia deve essere garantito, per legge, “anche ai fini della balneazione” e dopo il bagno magari uno vuole anche asciugarsi. Come si potrebbero ingannare meglio i cittadini?”
scrive Izzo in una nota.

La nota del radicale giunge lo stesso giorno in cui il giornalista Jacopo Jacoboni, che segue da anni le vicende interne del Partito Democratico per il quotidiano La Stampa, firma sul quotidiano torinese un articolo molto interessante nel panorama di illegalità diffusa sul lungomare romano.

Jacoboni descrive l’incontro tra un membro del direttorio M5s, Carla Ruocco, e alcuni esponenti importanti di Assobalneari (gli stessi che lo scorso anno minacciarono l’operaio inviato dal comune ad aprire la breccia nel muro di cemento armato abusivo, che fu costretto a tornarnese a casa e ripresentarsi in un secondo momento scortato dai Vigili Urbani, il cui comandante -oggi indagato- si presentò in borghese): “perché il M5S romano costeggia mondi dai quali – in linea di principio – dovrebbe tenersi a cauta distanza?” si chiede Jacoboni nell’articolo.

Il motivo, forse, lo scrive sempre il giornalista napoletano: “ad accogliere la Ruocco, c’era Renato Papagni, figura di spicco del mondo associativo degli stabilimenti del litorale, da sempre in ottimi rapporti di lavoro con i Balini, storica famiglia di imprenditori, che gestiscono tra l’altro il porto di Ostia, tra mille polemiche”. Nessun reato per la Ruocco, per carità, ma certo fa specie sapere che chi parla di “legalità” ad Ostia poi si attavola con chi, per decenni, ha sfruttato l’assenza di regole (o di chi le facesse rispettare) a proprio uso e consumo. Il MoVimento 5 Stelle, a Roma, “viene anche avvicinato (o avvicina) da personaggi inquietanti (compresi pezzi di estrema destra del litorale). Se ne guarda abbastanza? È solo ingenuo o qualcuno è in malafede?”. 

Interrogativi che, anche di fronte all’evidenza denunciata questa mattina da Izzo, sono qualcosa di più che “chiacchiere polemiche da bar”.

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