Ostia / Izzo, Turco, Colacione (Radicali) – I controlli di oggi allo stabilimento “Le Dune”, uno specchietto per allodole marine?

allodoleDichiarazione dei Radicali Paolo Izzo, scrittore, Maria Laura Turco, avvocato, e Gianni Colacione, direttore Liberi.tv

«Tra una legge emanata di soppiatto a ferragosto (L. 125/2015) che prevede la sdemanializzazione di tratti di costa italiana, gli emendamenti alla Legge di Stabilità che prevedono sanatorie nel pagamento degli oneri concessori ai balneari e la Regione Lazio che tiene a bagnomaria la propria legge sul demanio di fine giugno (L. Reg. n. 8/2015), che impone ai comuni del Lazio una riserva almeno al 50%, ma per la quale occorreva varare entro 60 giorni il pino di attuazione, l’annuncio del Commissario prefettizio Vulpiani, già riportato sabato scorso dalla giornalista di Repubblica Federica Angeli, secondo cui già da oggi si sarebbe intervenuti per abbattere il lungomuro di Ostia – proseguendo una operazione di legalità messa a punto in particolare dall’ex assessore alla legalità Alfonso Sabella – si è concretizzato oggi in un “approfondito” controllo dello stabilimento “Le Dune”, gestito direttamente dal presidente di Federbalneari Renato Papagni».

«Nella speranza che quello che apprendiamo in queste ore non sia l’ennesimo specchietto per allodole marine, che porti al solo risultato di avvicinarsi quatti quatti alla prossima stagione balneare in un regime di accondiscesa illegalità, ringraziamo i cittadini romani che numerosi si sono avvicinati ai nostri tavoli sabato e domenica scorsi in piazza Anco Marzio a Ostia per sottoscrivere le denunce e le petizioni che consegneremo al più presto agli enti preposti: un nuovo ricorso alla Commissione europea avverso alla Legge n. 125/2015 che prevede la sdemanializzazione di tratti delle nostre coste, in quanto contraria alle direttive comunitarie, una diffida alla Regione Lazio che è inadempiente già da più di un mese rispetto alla sua propria legge regionale sul riequilibrio tra spiagge libere e spiagge in concessione e due petizioni ai commissari prefettizi del Comune e del X Municipio di Roma Capitale, riguardanti l’azzeramento di tutte le concessioni e l’emanazione di un nuovo bando di gara di pubblica evidenza, in adempimento della direttiva europea Bolkestein, nonché l’istituzione di una “anagrafe pubblica delle spiagge”, di cui Ostia/Suburra sente la impellente necessità”.

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