STATO DI DIRITTO / RADICALI: DOMANI CHIEDEREMO AD AVVOCATI DI FARSI PORTAVOCE DI UN APPELLO ALLE ISTITUZIONI

raccoltafirmediritti«Saremo domani, dalle 9 alle 13, davanti la sede del Tribunale civile di Roma (via Lepanto, 4) per chiedere agli avvocati – il cui Codice deontologico nel preambolo sancisce il dovere di vigilare sulla conformità delle leggi di principi della Convenzione per la salvaguardia dei diritti umani e dell’ordinamento comunitario, la cui applicazione, con l’assunzione del mandato difensivo, devono garantire ai propri assistiti – di inviare al loro Consiglio dell’Ordine di Roma, al Consiglio nazionale Forense e all’Organismo Unitario dell’Avvocatura una richiesta affinché deliberi, per aiutare il Governo e le istituzioni italiane, di indirizzare ad esse un appello», così in una nota congiunta i Radicali Maria Laura Turco, avvocato, Paolo Izzo, scrittore, e Gianni Colacione, direttore di Liberi.tv.

«Le richieste dell’appello – proseguono – saranno le seguenti: 1) completare il plenum della Corte Costituzionale con l’elezione dei giudici mancanti, suggerendo anche sedute delle Camere ad oltranza; 2) ripristinare lo stato di diritto a fronte delle gravi sanzioni che stiamo pagando all’Unione Europea chiedendo la cessazione delle violazioni alla Convenzione europea dei diritti dell’Uomo e al Diritto comunitario con atti d’impulso normativo volti all’adeguamento della legislazione nazionale al diritto comunitario; 3) invitare il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio e il Ministro degli Affari Esteri ad avviare una campagna dello Stato italiano in sede ONU per la transizione allo Stato di Diritto codificando – per affermarlo – il diritto umano alla conoscenza e su questo si candidi sin da subito e pubblicamente l’Italia al posto di membro non permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite».

«Prendendo atto – concludono i tre esponenti Radicali – che 51 cittadini, tra i quali anche avvocati, hanno aderito anch’essi e fatta propria la proposta di Marco Pannella e Rita Bernardini e altri compagni, che hanno iniziato dalla mezzanotte del 13 novembre un “digiuno di dialogo” con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e con il premier Matteo Renzi per gli obiettivi dell’azione nonviolenta, gli avvocati con la loro sottoscrizione chiederanno al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, al Consiglio Nazionale Forense e all’Organismo Unitario dell’Avvocatura che detti organi facciano sentire ai cittadini e alle istituzioni la propria presenza e vicinanza e, soprattutto, la disponibilità alla proposta e alla ricerca di soluzioni ai gravi problemi che affliggono il Paese».

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