La Presse – Giustizia, Radicali: domani nostre istanze per plenum consulta

partitoRoma, 30 nov. – ore 12.24 (LaPresse) – “Saremo anche domani, dalle 8.45 alle 12.45, davanti la sede del Tribunale civile di Roma (via Lepanto 4) per chiedere agli avvocati – il cui Codice deontologico nel preambolo sancisce il dovere di vigilare sulla conformità delle leggi di principi della Convenzione per la salvaguardia dei diritti umani e dell’ordinamento comunitario, la cui applicazione, con l’assunzione del mandato difensivo, devono garantire ai propri assistiti – di inviare al loro Consiglio dell’Ordine di Roma, al Consiglio Nazionale Forense e all’Organismo Unitario dell’Avvocatura un appello affinché detti organismi, raccolgano e affianchino l’iniziativa di digiuno di dialogo intrapresa il 13 novembre da Marco Pannella, Rita Bernardini, Maurizio Turco e altri compagni radicali, in aiuto al Governo e alle istituzioni italiane”. Così in una nota congiunta i Radicali Maria Laura Turco, avvocato, e Paolo Izzo, scrittore.

“Le richieste dell’appello – proseguono – sono le seguenti: 1) completare subito il plenum della Corte Costituzionale con l’elezione dei giudici mancanti, anche invocando sedute delle Camere a oltranza; 2) ripristinare lo stato di diritto a fronte delle gravi sanzioni che stiamo pagando all’Unione Europea chiedendo la cessazione delle violazioni alla Convenzione europea dei diritti dell’Uomo e al Diritto comunitario con atti d’impulso normativo volti all’adeguamento della legislazione nazionale al diritto comunitario; 3) invitare il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio e il Ministro degli Affari Esteri ad avviare una campagna dello Stato italiano in sede ONU per la transizione allo Stato di Diritto codificando – per affermarlo – il diritto umano alla conoscenza e su questo si candidi sin da subito e pubblicamente l’Italia al posto di membro non permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”.

“Per gli obiettivi dell’azione nonviolenta – concludono i due esponenti Radicali – gli avvocati con la loro sottoscrizione chiederanno al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, al Consiglio Nazionale Forense e all’Organismo Unitario dell’Avvocatura che detti organi facciano sentire ai cittadini e alle istituzioni la propria presenza e vicinanza e, soprattutto, la disponibilità alla proposta e alla ricerca di soluzioni ai gravi problemi che affliggono il Paese con un appello al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, ai Presidenti delle Camere, al Ministro degli Esteri”.

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