Diritto comunitario / Turco e Izzo (Radicali): come si può e si dovrebbe rispondere a un nuovo rischio d’infrazione della direttiva Bolkestein

1973910_10203447599536115_5609459961645050300_o«L’udienza dibattimentale di ieri alla Corte di Giustizia Europea ha segnato un primo passo verso una dichiarazione di illegittimità della legge italiana 221/12, che sanciva il rinnovo delle concessioni balneari marittime fino al 31.12.2020, legge che – si rammenta – non era stata neanche notificata all’Europa. Il servizio giuridico della Commissione europea ha infatti contestato la compatibilità della proroga con la direttiva Bolkestein e la Corte ha rinviato per decidere al 25/2/2016», così in una nota i Radicali Maria Laura Turco, avvocato, e Paolo Izzo, scrittore.

«Rebus sic stantibus – proseguono – i Comuni farebbero bene a indire subito bandi di gara di pubblica evidenza, in ottemperanza alla direttiva Bolkestein, per non trovarsi impreparati nella prossima stagione balneare e per evitare l’ennesima procedura d’infrazione al diritto comunitario. Ricordiamo, per inciso, che l’Italia ha già pagato 183 milioni di euro per procedure d’infrazione e che 53 radicali hanno aderito allo sciopero della fame indetto da Marco Pannella, con tre obiettivi: 1) plenum Corte Costituzionale, 2) dimezzamento immediato delle procedure d’infrazione al diritto comunitario e alla CEDU, 3) candidatura dell’Italia a membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU al fine di istituire universalmente il diritto civile alla conoscenza di tutti gli atti coperti da segreto di Stato, quando non sussistano più ragioni di sicurezza nazionale».

«Per chiedere che le concessioni demaniali marittime del litorale romano – concludono – siano immediatamente messe tutte a bando, in applicazione della direttiva Bolkestein che, rammentiamo, è fonte primaria del diritto e come tale prevalente sulla legge nazionale, depositeremo nei prossimi giorni ai commissari prefettizi del Comune di Roma e del X Municipio commissariato per mafia, una petizione popolare firmata dai cittadini. Non vorremmo infatti che stessero tutti di nuovo giocando al “gioco delle tre carte” e consentissero di fatto un’altra stagione balneare illegale!».

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