SPIAGGE / TURCO, IZZO, COLACIONE: EMENDAMENTO BALNEARE E DIRETTIVA EUROPEA

1973910_10203447599536115_5609459961645050300_o«L’8 dicembre scorso, nel giorno dell’immacolata… concessione, abbiamo incontrato a Torvaianica portavoce ed esponenti dei concessionari balneari pertinenziali, che ci hanno rappresentato la situazione in cui si sono venute a trovare circa 200 imprese per l’interpretazione inopportuna e, a nostro avviso, errata da parte dei Comuni dei criteri e coefficienti indicati dalla Legge 296/06, che ridefinì l’ammontare dei canoni demaniali fino ad allora irrisori. La diversa e distorta interpretazione da parte dei Comuni determina disparità di canoni. In certe situazioni ciò ha fatto schizzare il dovuto a cifre insostenibili e ha determinato l’instaurazione di un copioso contenzioso sia in sede civile che amministrativa, da noi esaminato. Contenzioso che spesso ha visto i Comuni soccombere. Riteniamo che ciò abbia convinto ieri il Governo ad accogliere l’emendamento sulla sospensione delle decadenze dei concessionari balneari pertinenziali nella Legge di Stabilità. Abbiamo voluto approfondire la questione perché gran parte della stampa e della politica non ha saputo fare questa distinzione: il reportage con i dettagli si può rivedere su Liberi.tv», così in una nota i Radicali Maria Laura Turco, avvocato, e Paolo Izzo, scrittore, insieme al direttore di Liberi.tv, Gianni Colacione. 

«Il Governo – proseguono – ha invece respinto tutti gli altri emendamenti in materia di concessioni balneari, in attesa di procedere al riordino del settore dopo la pronuncia della Corte di Giustizia Europea attesa per primavera. Esprimiamo semmai la preoccupazione per la prossima stagione balneare, con riflessi negativi per il nostro turismo. Infatti, il Servizio giuridico della Commissione europea – il cui orientamento è solitamente seguito dalla Corte – si è già espressa per l’incompatibilità della proroga al 2020 con la direttiva Bolkestein, cosicché vi è una forte aspettativa che tutte le concessioni dovranno essere messe immediatamente a gara. Auspichiamo che i Comuni fin da subito si organizzino».

«In caso di ritardo – concludono – l’Italia rischierebbe infatti l’avvio della ennesima procedura d’infrazione con gravi sanzioni. Ricordiamo che Marco Pannella e altri 52 radicali hanno avviato dal 13 novembre scorso un digiuno di dialogo che vede tra le proposte proprio quella affinché il Governo provveda subito al dimezzamento delle procedure d’infrazione al diritto comunitario, visto che l’Italia dal 2003 ha pagato già ben 183 milioni di euro e sono 90 le procedure d’infrazione ancora in esame contro il nostro Paese».

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