ABORTO CLANDESTINO / IZZO (RADICALI): QUELL’AUMENTO DELLA SANZIONE CHE “PECCATIZZA” LE DONNE

«Un tempo si diceva “prima le donne e i bambini”, quando si trattava di salvare vite, qui siamo all’opposto: ultime le donne, ma anche i bambini, visto come è andata con le unioni civili e la “stepchild adoption”, che altro non è se non ridare un genitore a un orfano», lo ha dichiarato lo scrittore Paolo Izzo, Radicale, intervenendo alla conferenza stampa di Sinistra italiana alla Camera dei Deputati, avente per tema l’aumento della sanzione amministrativa per le donne che ricorrano clandestinamente a un aborto. 

«Fa bene l’onorevole Marisa Nicchi di SI – ha proseguito Izzo – a sollecitare sul tema anche l’appoggio delle associazioni, ma il problema delle associazioni è che vengono ignorate dalle istituzioni, come ben può testimoniare la dottoressa Anna Pompili e l’associazione Amica, che hanno già indirizzato due lettere aperte alla ministra Beatrice Lorenzin – che non ha risposto – per l’applicazione della legge n. 194/1978, o come possiamo testimoniare noi stessi Radicali, che veniamo silenziati anche quando ricorriamo alla iniziativa popolare».

«Sul tema in oggetto – ha concluso Izzo – dal ministero della Salute arrivano soltanto rassicurazioni sul fatto che l’aborto clandestino non è in crescita – come al contrario sostengono le associazioni che operano nel settore – e sinceramente non si capisce bene come un fenomeno detto “clandestino” possa essere monitorato dal ministero con tale ottimismo. D’altro canto, la ministra Lorenzin nulla risponde se le viene chiesto di far applicare la legge n. 194 a fronte dei tanti obiettori di coscienza o perché sulla interruzione di gravidanza sia sempre la donna l’ultimo destinatario di vero accanimento, con sanzioni come questa, che magari depenalizzano l’aborto clandestino, ma “peccatizzano” come sempre le donne che vi ricorrono».

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