SPIAGGE / Turco e Izzo (Radicali): ora dalla Sindaca di Roma un atto di coRAGGIo

moschettieri 1«La Camera ha dunque approvato l’emendamento al DL Enti Locali Pizzolante (Ap) presentato dal suo collega di larghissime intese governative Misiani (Pd), quale relatore della Commissione Bilancio. Ha così garantito e conservato il privilegio corporativistico degli imprenditori balneari a mantenere quelle concessioni demaniali che possiedono da 30/40 anni e che li hanno fatti divenire i padroni delle spiagge», lo dichiarano in una nota i Radicali Maria Laura Turco, avvocato, e Paolo Izzo, scrittore.

«Quelle spiagge – proseguono – alle quali non puoi accedere se non pagando il biglietto, come abbiamo documentato più volte, e sulle quali non puoi sostare con l’asciugamano nemmeno sulla battigia, cioè sullo spazio demaniale di 5m che non fa parte della concessione ma che gli imprenditori balneari occupano di fatto con i lettini per i loro clienti: lo scorso anno fece il giro del web, ricevendo 30.000 mi piace, un post di Sabina Guzzanti, che era stata cacciata dal bagnasciuga».

«L’articolo 12 della direttiva Bolkestein è self-executing nella parte riguardante l’obbligo di assegnazione delle concessioni balneari a mezzo di bando pubblico di gara. La direttiva è entrata in vigore in Italia dal 26/3/2010 e la norma europea, nella gerarchia delle fonti, prevale sul diritto interno. Deve quindi essere applicata anche se contrasta con una legge dello Stato. Dando atto ai M5S di avere proposto ieri un emendamento affinché fossero messe immediatamente a gara le concessioni, chiediamo alla Sindaca di Roma, avvocato Raggi, un atto virtuoso e di coRAGGIo: applicare la legge prevalente. Anche per evitare una procedura di infrazione il cui pagamento ricadrebbe sui cittadini. Emani subito un bando di gara per l’assegnazione delle concessioni balneari del litorale romano di Ostia: unico Municipio in Italia commissariato per mafia e nel quale le indagini della Procura hanno stabilito che trattasi anche e soprattutto di mafia balneare. Se il bando di gara venisse impugnato al Tar, il Tar del Lazio potrebbe presentare un nuovo ricorso in via pregiudiziale alla Corte di Giustizia avverso l’emendamento di ieri e non ci sarebbero più scuse», concludono i due esponenti radicali.

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