Agenzia Radicale – Caso Mastrogiovanni, chi tortura è senza pena

mastrogiovanni-2-2«Caro zio Franco, sono TUTTI responsabili della tua morte, medici e infermieri. Ma, ai medici, rispetto alle condanne di primo grado, sono state ridotte le pene e revocata l’interdizione dai pubblici uffici. TUTTI continueranno a lavorare. Continuerà a lavorare il medico che ha ordinato di legarti mentre dormivi, quello che ha deciso che non dovevi essere mai slegato, quello che ha deciso che la tua famiglia era meglio tenerla lontana da te, quello che ti ha sentito russare anche se morto da ore, quello che ha pensato che a un cadavere si potesse fare un massaggio cardiaco. Caro zio Franco, si saranno resi conto di quello che hanno fatto?», così ha scritto ieri sera Grazia Serra sulla sua pagina Facebook, commentando la sentenza della Corte di Appello di Salerno che ha condannato sei medici e undici infermieri dell’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania (SA) per la morte di Franco Mastrogiovanni, deceduto nel 2009 dopo 87 ore di agonia trascorse senza cibo e senza acqua, sedato e legato (per sei ore anche da morto) a una branda.
All’epoca della tragica fine del maestro elementare, nonostante l’incessante lavoro di denuncia dei familiari, tra cui sua nipote Grazia (oggi tutti assistiti dall’avvocato Michele Capano), i giornali fecero scivolare la notizia nel dimenticatoio. Fu soltanto nel 2012, grazie all’intervento delle radicali Irene Testa, Donatella Poretti e Rita Bernardini, nonché del senatore Luigi Manconi, che si ricominciò a parlarne, mentre era in corso il processo di primo grado e Agenzia Radicale fu tra i primissimi media a raccontare la terribile storia di Mastrogiovanni e quanto stava succedendo in Tribunale, certi come eravamo che il caso sarebbe nuovamente finito nella macchina della smemorizzazione collettiva. E per lo stesso motivo abbiamo anche continuato a seguirlo negli anni.
La prima sentenza arrivò soltanto il 30 ottobre del 2012: i medici venivano condannati e gli infermieri no. Ieri, dopo altri quattro anni, la Corte d’Appello di Salerno ha condannato anche gli undici infermieri coinvolti; tuttavia, le pene di tutti sono state, non solo ridotte, ma anche sospese. E i medici e paramedici condannati potranno continuare a svolgere le rispettive professioni.
Giustizia è fatta? Dalla cronaca di Agenzia Radicale che vi abbiamo segnalato, dalle parole di Grazia Serra con cui abbiamo iniziato o dal film di Costanza Quatriglio “87 ore” che vi invitiamo a vedere, per avere un’idea di quali torture abbia subito Franco Mastrogiovanni prima di morirne, sembra che la risposta possa essere soltanto una: non ancora.

© Paolo Izzo

(Link all’articolo originale)

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