la Repubblica – Moschettieri del mare libero contro i padroni dei lidi

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Repubblica.it – Ostia, protesta dei cittadini contro i “padroni” del mare

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Davanti allo stabilimento Le Dune una delegazione ha manifestato contro il presidente dei balneari Renato Papagni a processo per gli abusi edilizi commessi sulla spiaggia che da 40 anni ha in concessione

di SALVATORE GIUFFRIDA

A Ostia, di fronte allo stabilimento Le Dune, il mare c’è ma non si vede: è coperto da edifici, cabine, recinti e steccati. È così su quasi tutto il lungomare, ma non a caso le Dune è stato scelto dal Comitato “Mare per tutti” per manifestare questa mattina contro gli abusi dei balneari e per chiedere le dimissioni di Renato Papagni, presidente di Federbalneari e titolare dello stabilimento che svetta su questa porzione di spiaggia. Il Comitato è formato da Pd, Liberi e Uguali e diverse associazioni tra cui “Mare Libero”. “Questo è il simbolo di abusi e di chi ha una concezione privata del mare pubblico – spiega Athos De Luca capogruppo del Pd – e da anni strozza le spiagge libere e il turismo di Ostia”. Quest’anno le cose non cambieranno. L’amministrazione grillina ha demolito i chioschi delle spiagge libere senza prevedere servizi di accoglienza e di ristoro e chi vorrà un caffè o un acqua dovrà per forza andare dai balneari.

“Lanciamo una petizione per la legalità – spiega Athos De Luca – e chiediamo le dimissioni di Papagni da presidente di Federbalneari. È una questione di coerenza: se imprenditori e balneari di Ostia sono dalla parte della legalità, non possono essere rappresentati anche da Papagni dopo le ultime vicende che lo hanno visto coinvolto”. Tra queste, De Luca ricorda il processo iniziato a marzo per gravi abusi edilizi e l’aggressione di pochi giorni fa al giornalista di Report.
“Ma anche per i  comportamenti censurabili verso gli associati – conclude De Luca – come nella vicenda resa pubblica dalla giornalista Federica Angeli sull’acquisto delle forniture dei prodotti Algida e per le dichiarazioni nelle quali nega la presenza di clan mafiosi a Ostia malgrado gli arresti e le condanne. Ricordo che Papagni è il fratello di Paolo, sotto processo per minacce a Federica Angeli che suonano come una intimidazione nei confronti di tutti”.

Molti passanti si fermano incuriositi, ascoltano e annuiscono. Ma a Ostia la zona grigia tra imprenditori collusi e politica è dura a morire, è una subcultura presente da anni: “Buffoni”, si sente da una macchina che passa in corsa sul lungomare. “Bisogna indagare su tutte le oltre 70 concessioni balneari – spiega il radicale Paolo Izzo dell’associazione “Mare Libero” – anche perché la Bolkestein impone una nuova gara”.
Anche la Regione deve fare la sua parte con un nuovo piano di utilizzo degli arenili: altrimenti continua il caos. “C’è una diffida depositata nel 2015 – spiega Izzo – la mafia balneare dimostra come qui a Ostia il sistema è inquinato e non esiste un confine chiaro tra interessi politici e imprenditoriali: lo dimostra la decisione dei balneari di puntare sul M5s e l’incontro con esponenti grillini avvenuto a porte chiuse prima delle elezioni. E ora i risultati si vedono”.

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Petizione in memoria di Ipazia e Giordano Bruno

(clicca sulla immagine per firmare la petizione)

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La storia di Ipazia di Alessandria raccontata dallo scrittore Paolo Izzo, nel giorno di San Cirillo D’Alessandria. Paolo Izzo, scrittore e Radicale, in una delle sue lettere eretiche ai giornali narra la storia del femminicidio (religioso) di Ipazia Di Alessandrianel giorno in cui si festeggia San Cirillo.«Aprendo un giornale a caso è facile imbattersi nel santo del giorno che, se non direttamente in prima pagina accanto alla data, si trova con le previsioni meteo o le estrazioni del lotto. Oggi 27 giugno i cattolici festeggiano san Cirillo di Alessandria, colui che fu vescovo quando i suoi integralisti sostenitori, detti “parabolani”, squartarono con dei cocci la matematica e filosofa Ipazia, le cavarono gli occhi mentre era ancora viva e infine ne bruciarono i resti. Il tutto davanti a una chiesa e in pieno periodo di quaresima.»
«Correva l’anno 415, ma ricordare oggi Ipazia, insieme al “santo” che permise alla propria milizia privata la sua barbara esecuzione, sarebbe importante; specialmente in tempi in cui si alternano notizie di uccisioni di matrice religiosa e di femminicidi: nella vicenda di Ipazia di Alessandria ci sono entrambi gli orrendi delitti. La filosofa venne uccisa in quanto scienziata – e dunque eretica – ma soprattutto in quanto donna: da fare a pezzi, bruciare, annullare, cancellare dal mondo degli uomini e, se possibile, anche dalla memoria della storia. Perché le donne, lo diceva un altro santo di nome Paolo, devono stare in silenzio. Cioè: non esistere», così lo scrittore e Radicale Paolo Izzo, in una delle sue consuete lettere “eretiche” ai giornali.
(da ContattoNews, 27 giugno 2017 – articolo di Francesca Donnarumma de Luca)

Paolo Izzo: ottimo successo per la petizione on line lanciata su Change.org. Ha superato i 200 sostenitori la petizione online che lo scrittore e Radicale Paolo Izzo ha rivolto una settimana fa a Papa Francesco dalla piattaforma Change.org
(https://www.change.org/p/papa-francesco-revoca-della-santità-di-cirillo-di-alessandria-e-roberto-bellarmino), con queste parole: «Cirillo di Alessandria e Roberto Bellarmino, entrambi santi della Chiesa cattolica, sono anche i mandanti di due brutali esecuzioni che portarono alla morte rispettivamente dei due filosofi Ipazia di Alessandria e Giordano Bruno».
«Alla attenzione dell’attuale pontefice Jorge Mario Bergoglio, reggente dello Stato Vaticano, che non esita a fornire la sua opinione-ingerenza nei fatti politici e sociali dello Stato italiano, ci permettiamo di sottoporre la nostra personale opinione-ingerenza: i responsabili formali della morte di altri esseri umani, vieppiù liberi pensatori, non dovrebbero essere santificati, neanche se hanno contribuito con merito alla fondazione, alla diffusione e al mantenimento della Chiesa romana e del pensiero religioso cattolico. Perciò chiediamo – conclude Izzo – la estromissione di Cirillo di Alessandria e Roberto Bellarmino dal calendario cattolico e la contestuale revoca del loro status di santi».
(da ContattoNews, 7 luglio 2017 – articolo di Francesca Donnarumma de Luca)

KNews – Giardini Marco Pannella: Paolo Izzo dei Radicali oggi è in sciopero della fame!

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Giardini Marco Pannella, ultime news. Continuano i digiuni di iscritti al Partito Radicale, e si allarga il fronte di chi chiede una risposta di Sala al voto, di oramai più di 6 mesi fa, del Consiglio Comunale sui Giardini Pannella. I Radicali di Milano stanno digiunando per sollecitare una risposta del Sindaco di Milano alla richiesta, votata dal Consiglio Comunale, di derogare alla norma che prevede la possibilità di intitolare un bene pubblico a personalità solo dopo 10 anni dalla loro scomparsa.

Nella fattispecie, la deroga riguarda la possibilità di poter intitolare i giardini di Piazza Aquileia, davanti al carcere di San Vittore, a Marco Pannella. Dopo vari e diversi pareri di componenti della Giunta e dello stesso Sindaco Sala, sulla deroga alla norma, non è ancora arrivata una risposta ufficiale. Alla morte di Pannella, infatti, la Comunità Ebraica Milanese ha proposto di dedicargli i giardini di Piazza Aquileia subito l’attenzione è andata al vicino Carcere di San Vittore, memori di tante battaglie per la giustizia giusta del leader radicale e dei militanti radicali.

I Giardini in memoria di Marco Pannella

In molti hanno chiesto al Sindaco Sala di attivarsi per chiedere una deroga anche per il leader radicale, come del resto ha fatto il Consiglio Comunale quasi all’unanimità il 22 settembre scorso. Intanto, vari iscritti al Partito Radicale Nonviolento transpartito transnazionale insieme ad altri cittadini da quasi 2 mesi si alternano in digiuni per avere una decisione definitiva di Sala. Oggi sabato digiuna lo scrittore e giornalista Paolo Izzo, per sollecitare la risposta di Sala e sostenere la richiesta di deroga alla norma che impedisce di intitolare luoghi pubblici a personalità scomparse da meno di 10 anni, che sarebbe il modo migliore di iniziare il mese di iniziative in ricordo di Pannella.

Paolo Izzo esponente dei Radicali oggi in sciopero della fame

Dichiara Izzo in una nota: «Con quesiti e orari semplici, quasi marzulliani, da mezzanotte di oggi fino alla stessa ora di sabato, digiunerò affinché il Consiglio comunale di Milano e il Sindaco Beppe Sala si diano una risposta a una domanda che si sono posti a suo tempo. Come ho appena scritto alla edizione milanese del Corriere della Sera, che già diede spazio a me e a Gianni N Rubagotti a fine gennaio scorso, ben nove mesi fa al Comune di Milano è stata depositata una mozione a prima firma Elena Buscemi (Pd), che chiedeva per Marco Pannella una deroga alla norma che impedisce di intitolare luoghi pubblici a personalità scomparse da meno di 10 anni».

«Votata alla quasi unanimità a settembre 2016, la mozione indicava i giardini di piazza Aquileia, confinanti con il carcere di San Vittore e vicini a dove – ai primi dell’Ottocento – sorgeva il più antico cimitero ebraico milanese, come il posto giusto per ricordare il leader radicale. Da allora a livello istituzionale solo rimbalzi di palla e frasi a mezza bocca e a mezzo stampa, ma nessuna risposta ufficiale, né in Aula consiliare né in Giunta, nonostante ulteriori due lettere aperte al sindaco Beppe Sala da parte di militanti del Partito Radicale e della associazione radicale “Myriam Cazzavillan”, volte ad avere un chiaro sì o no. Da qualche settimana abbiamo ripreso a invocare quella risposta semplice e personalmente questo sabato digiunerò prendendo il testimone di altri radicali che sono impegnati nella staffetta nonviolenta: dopo nove mesi, il Comune di Milano riuscirà a partorire finalmente una decisione che riguarda se stesso?», così conclude lo scrittore e Radicale Paolo Izzo.

Articolo di Francesca Donnarumma de Luca
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