Agenzia DIRE: SALUTE. IZZO (RADICALI): SCRITTA SU SIGARETTE NUOCE GRAVEMENTE A DONNE

LETTERA APERTA AL MINISTRO LORENZIN (DIRE) Roma, 6 set. – “Gentile ministro Lorenzin, siamo assuefatti da tempo a leggere sui pacchetti di sigarette che ‘il fumo può uccidere il bimbo nel grembo materno’ e ci è giunta notizia che, a seguito di un suo decreto legislativo attualmente all’esame delle commissioni parlamentari competenti, tale frase sarà anche corredata dall’immagine di una coppia che piange vicino a una bara bianca”. Così lo scrittore Paolo Izzo, esponente dei Radicali italiani, in una lettera aperta pubblicata oggi dal quotidiano romano ‘Il Tempo’. “ Troviamo che sia legittimo e importante, anche dovendosi adeguare alle direttive europee – prosegue Izzo – che la lotta al tabagismo si conduca con tutti i mezzi possibili, ma in particolare quella frase e’ distorta e fuorviante, in quanto fornisce un’idea, peraltro non basata su dati scientifici, che ricade in ambito etico e bioetico e che nulla ha a che vedere con il fumo di sigarette e su come esso possa nuocere alla nostra salute. Dunque, gentile ministro, ci sarebbe già un ‘bimbo’ nel grembo materno? Lo zigote, l’embrione, il feto, sarebbero ‘bimbi’? Come si può uccidere un ‘bimbo’ che ancora non e’ nato? E se il fumo ‘può uccidere’ quel ‘bimbo’, allora una donna che ricorra a una interruzione di gravidanza lo uccide sicuramente, dunque è un’assassina?”. “Quella frase, a maggior ragione se e quando sarà corredata dall’immagine della bara bianca – conclude Izzo nella sua lettera che e’ anche una petizione di Change.org – e’ dunque un falso; e’ subdolamente e subliminalmente un attacco alla libertà di scelta delle donne (sancita anche dalla Legge 194/78); è, in poche parole, un lampante caso di pubblicita’ ingannevole’. Le chiediamo, pertanto, di porre immediatamente rimedio a questa grave stortura morale e intellettuale, cancellando o riformulando un messaggio che nuoce gravemente alle donne”. 16:51 06-09-15

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06blog – Ostia, il libero accesso al mare degli “imprenditori onesti”

varco particolareArticolo di Andrea Spinelli Barrile

Lo scrittore ed esponente radicale Paolo Izzo è oramai una nostra vecchia conoscenza che seguiamo anche perchè spesso riesce a darci notizie decisamente interessanti, grazie al suo occhio di osservatore attento.

E così scopriamo che per fare il bagno ad Ostia, anche quest’anno, come ogni anno negli ultimi 3 decenni, occorre avere doti magiche: levitazione, impalpabilità, impermeabilità, queste sono le tre doti fondamentali per fare il bagno nel mare di Roma. Izzo, con i compagni dell’associazione Radicali Roma, dopo anni di battaglie ha ottenuto che il comune aprisse un primo varco lungo il muro di cemento armato eretto abusivamente dai concessionari romani, garantendo così l’inizio del ripristino della legalità sul lungomare di Ostia. Una legalità che, nonostante gli sforzi continui di pochi e nonostante gli annunci di qualcuno, è ancora lontana dall’essere garantita.

“Spesso infatti, al termine del tratto comunale ci si trova di fronte un bagnino che, invece di occupare il suo posto di assistenza ai bagnanti, si improvvisa vigile urbano e smista il traffico di cittadini e turisti, “agevolandolo” verso le spiagge libere più vicine, che sono a mezzo chilometro in entrambe le direzioni. “Circolare, circolare!”, nessuno cioè osi fermarsi nel fazzoletto di sabbia alla foce dei varchi, perché potrebbe disturbare i radi clienti degli stabilimenti adiacenti. […] Ma il peggio arriva quando il bagnino è distratto o gli stabilimenti stanno chiudendo perché si ha il tempo di leggere i cartelli affissi dagli stessi concessionari: “Ordinanza del sindaco n°89 del 24/04/2015 – Art. 2/L – E’ vietato ingombrare la fascia arenile estesa almeno 5 metri dalla battigia con ombrelloni, sedie sdraio, tavoli, stuoie e asciugamani”. Peccato che gli asciugamani non siano menzionati nell’ordinanza del sindaco, anche perché l’accesso libero e gratuito alla battigia deve essere garantito, per legge, “anche ai fini della balneazione” e dopo il bagno magari uno vuole anche asciugarsi. Come si potrebbero ingannare meglio i cittadini?”
scrive Izzo in una nota.

La nota del radicale giunge lo stesso giorno in cui il giornalista Jacopo Jacoboni, che segue da anni le vicende interne del Partito Democratico per il quotidiano La Stampa, firma sul quotidiano torinese un articolo molto interessante nel panorama di illegalità diffusa sul lungomare romano.

Jacoboni descrive l’incontro tra un membro del direttorio M5s, Carla Ruocco, e alcuni esponenti importanti di Assobalneari (gli stessi che lo scorso anno minacciarono l’operaio inviato dal comune ad aprire la breccia nel muro di cemento armato abusivo, che fu costretto a tornarnese a casa e ripresentarsi in un secondo momento scortato dai Vigili Urbani, il cui comandante -oggi indagato- si presentò in borghese): “perché il M5S romano costeggia mondi dai quali – in linea di principio – dovrebbe tenersi a cauta distanza?” si chiede Jacoboni nell’articolo.

Il motivo, forse, lo scrive sempre il giornalista napoletano: “ad accogliere la Ruocco, c’era Renato Papagni, figura di spicco del mondo associativo degli stabilimenti del litorale, da sempre in ottimi rapporti di lavoro con i Balini, storica famiglia di imprenditori, che gestiscono tra l’altro il porto di Ostia, tra mille polemiche”. Nessun reato per la Ruocco, per carità, ma certo fa specie sapere che chi parla di “legalità” ad Ostia poi si attavola con chi, per decenni, ha sfruttato l’assenza di regole (o di chi le facesse rispettare) a proprio uso e consumo. Il MoVimento 5 Stelle, a Roma, “viene anche avvicinato (o avvicina) da personaggi inquietanti (compresi pezzi di estrema destra del litorale). Se ne guarda abbastanza? È solo ingenuo o qualcuno è in malafede?”. 

Interrogativi che, anche di fronte all’evidenza denunciata questa mattina da Izzo, sono qualcosa di più che “chiacchiere polemiche da bar”.

Ostia TV – Izzo (Radicali): “Grazie Presidente del suo impegno per i disabili”

arcobaleno d'oltremuroLa tenuta del presidente della Repubblica di Castelporziano appare ancor di più un’oasi inverosimile, a maggior ragione ora che il capo dello Stato Sergio Mattarella ha annunciato l’apertura della sua residenza estiva a 500 disabili, selezionati da Comune di Roma e Regione Lazio.

Ostia – «A Ostia, una ridda di dichiarazioni e di atti incendiari, di insulti reciproci e di querele, sta caratterizzando la stagione balneare, con media, partiti e comitati vari che si scontrano senza esclusione di colpi al di qua del lungomuro; mentre al di là di esso, le poche spiagge libere sono affollate come mercati e le troppe in concessione, ancora di fatto proprietà indisturbate dei loro gestori, sono rarefatte come infelici acquari». Lo dichiara in una nota lo scrittore e Radicale Paolo Izzo.
«In questo clima rovente – prosegue Izzo – la tenuta del presidente della Repubblica di Castelporziano appare ancor di più un’oasi inverosimile, a maggior ragione ora che il capo dello Stato Sergio Mattarella ha annunciato l’apertura della sua residenza estiva a 500 disabili, selezionati da Comune di Roma e Regione Lazio. Nel plaudire tale iniziativa, mi auguro che il Presidente voglia proseguire nel suo impegno a favore delle persone con disabilità e impegnarsi affinché, per tutto l’anno e non soltanto a gruppi scelti, sia consentito il libero e facilitato accesso a tutte le spiagge del litorale romano».
“A Ostia – conclude Izzo – ciò non accade, tanto che esattamente un anno fa, quando ero segretario dei Radicali Roma, depositammo un ricorso alla Commissione europea in tema di demanio pubblico, ove si denunciava, oltre l’infrazione all’articolo 12 della direttiva Bolkestein, anche il mancato rispetto dell’articolo 26 della Carta dei diritti fondamentali, che recita: “L’Unione riconosce e rispetta il diritto dei disabili di beneficiare di misure intese a garantire l’autonomia, l’inserimento sociale e professionale e la partecipazione alla vita della comunità”, sancendo in particolare i principi dell’inclusione e della non discriminazione delle persone con disabilità; principi che continuano a essere violati da molti concessionari di stabilimenti balneari, che non rispettano nemmeno l’obbligo previsto dalla nostra legge (Legge 104/92, art. 23) di passerelle fino al mare per consentire l’accesso a persone con disabilità, andando così ad accrescere la situazione di illegalità sul litorale romano che come Radicali continuiamo infaticabilmente a denunciare».

06blog – Mafia Capitale, il prossimo scandalo sarà Ostia e il lungomare?

ostiabeachDa decenni l’illegalità che pervade il litorale, tra abusivismo e degrato, ha oramai intaccato il tessuto sociale ed economico del Municipio marittimo di Roma Capitale: il prossimo dossier di Roma Capitale riguarderà Ostia?

– di Andrea Spinelli Barrile

Lo scandalo giudiziario di Mafia Capitale sta oramai mietendo vittime nel mondo della politica, oltre che dell’imprenditoria, delle cooperative e della criminalità semiorganizzata romana. Dai Parioli alla rivolta di Tor Sapienza, sembra che l’intero tessuto economico della città sia permeato di corruzione e vacche da mungere.

Noi di 06blog ci eravamo occupati tempo fa dell’ascesa criminale di Mafia Capitale, il braccio armato che continua a controllare il mercato degli stupefacenti romano, una piazza enorme che necessita continuamente di rifornimenti, vendita al dettaglio, consumo. I vari fatti di sangue che nel corso degli anni si sono susseguiti sono utili infatti anche a ricostruire come l’organizzazione criminale abbia cominciato a permeare lentamente le istituzioni e il mondo dell’imprenditoria.

Mafia Capitale è oramai un romanzo giudiziario a puntate e la prossima, pensa qualcuno, sarà dedicata ad Ostia: spartita tra alcune famiglie criminali con un potere economico e militare fortissimo sul territorio, dal clan Fasciani ai Triassi passando per i D’Agata e gli Spada, Ostia non è il centro urbano degli anni ’70. Nel tempo infatti “il mare di Roma” si è riempito di amianto con una speculazione edilizia spaventosa, ha inquinato il proprio mare ed eretto a monumento un lungomuro che impedisce il libero accesso alle spiagge e suddivide nettamente territori di controllo.

Su questo anche il magistrato Alfonso Sabella ha descritto uno scenario decisamente fuori dalla legalità: in un’intervista a Repubblica di qualche giorno fa l’assessore alla Legalità e commissario straordinario proprio nel X municipio ha rivelato addirittura di avere spesso girato con la pistola nella fondina, nel clima di tensione che si percepisce lungo il litorale romano.

Sabato scorso ad Ostia il Movimento 5 Stelle ha tenuto un presidio per chiedere il ripristino della legalità, una battaglia che i Radicali Roma fanno da anni e che sulla quale il consigliere Riccardo Magi si è speso molto anche in campagna elettorale, portando poi come risultato del lavoro politico svolto la delibera sull’abbattimento del lungomuro e sull’apertura di nuovi varchi per il libero accesso al mare.

Quella contro il lungomuro è una battaglia che tuttavia è ben lontana dall’essere vinta: come spiega Paolo Izzo, ex segretario di Radicali Roma e da sempre molto attivo con l’associazione proprio sul fronte di Ostia, lo scenario descritto da Sabella e in generale dalle inchieste della magistratura romana “rafforza anche l’idea, o forse è soltanto un auspicio che la terza tranche dell’inchiesta Mafia Capitale possa approfondirsi e concentrarsi proprio sul quartiere marino della Capitale e soprattutto sul sistema delle concessioni balneari. Se per anni come Radicali e come cittadini, in pochi, armati soltanto degli strumenti della legge (denunce, ricorsi alla Commissione europea, petizioni popolari) e magari di un metro dell’Ikea, siamo riusciti a far aprire alcune brecce nel lungomuro di illegalità e cemento di Ostia, magari soltanto per aver misurato le recinzioni degli stabilimenti, non ci vorranno i servizi segreti per effettuare altre misurazioni areali e soprattutto per rintracciare chi e come, nel tempo, ha avallato questa sedimentazione di illegalità”.

Nel frattempo è notizia del 13 giugno che in via del Sommergibile, nel cuore della roccaforte del clan Spada, è divampato un incendio dopo che una persona è stata vista gettare del liquido fuori da un’edicola gestita da Sabrina Giacobbi, segretaria del circolo PD di Nuova Ostia, un gesto preceduto – riferiscono testimoni – come di consueto dall’esplosione di alcuni petardi.

Vai all’articolo originale di Andrea Spinelli Barrile

Il Messaggero – A Ostia, visuale del mare impedita. Esposto dei Radicali: «Giù il lungomuro»

ostia pontile

A Ostia il mare è vietato, anche allo sguardo. I muri che dividono la spiaggia dalla strada sono troppo alti e non rispettano le prescrizioni fissate sulle concessioni demaniali. Così, tutta la materia si trasferisce nelle aule del tribunale.

Dopo aver ottenuto l’apertura di due varchi d’accesso all’arenile direttamente dal Pontile, il nuovo obiettivo dei Radicali di Roma è abbattere il ”lungomuro” rappresentato da recinzioni e barriere che ostacolano la vista del mare, soprattutto nel tratto centrale, quello pedonalizzato oggi come nel resto delle domeniche di ottobre.

«Sul lungomare di Ostia – segnala Paolo Izzo, segretario dei Radicali di Roma – per circa nove chilometri non è possibile vedere il mare perché vi è una fila ininterrotta di stabilimenti che sono giunti a recintare il tratto di arenile rilasciato loro in concessione dal Comune di Roma con muretti di cinta, siepi, ringhiere coperte con teli oscuranti e che rendono impossibile la vista del mare dalla strada. E’ un’indecenza alla quale è giunto il momento di dire basta».

Nella denuncia i Radicali segnalano che in molte concessioni rilasciate dal Campidoglio all’articolo 13 è prevista espressamente l’altezza della recinzione consentita: in alcune è di 20 cm, in altre può raggiungere il limite massimo di 120 cm sul livello strada. Inoltre quell’articolo specifica che «le cabine non dovranno essere disposte in file continue ma, qualora le stesse siano in posizione tale da impedire la vista del mare, dovranno essere opportunamente intervallate da spazi liberi per ogni piccolo gruppo; la recinzione dello stabilimento verso terra non deve essere in muratura ma con decoroso sistema a giorno e alta non più di cm… (variabili a seconda della concessione n.d.r.)».

Le copie di concessioni allegate all’esposto indicano, ad esempio, le rispettive altezze massime: 20cm per ”La Capannina a mare”, “Tibidabo” e “Dune”, 90 per “l’Urbinati”, 120 per “Il Capanno” e “Shilling”, 90 per “La Vittoria”, 110 per “La Playa”, “Sporting Beach” e “Venezia”. I Radicali, armati di metro da cantiere, sono andati a fare le misurazioni ed hanno scoperto che alcuni stabilimenti non si sarebbero attenuti alle prescrizioni. “La Capannina” avrebbe elevato, tra muro e vegetazione, una “barriera” da un metro e mezzo. Stessa misura per “Urbinati”. Al “Capanno” le cabine impediscono la visibilità del mare. Al “Tibidabo” il concessionario ha innalzato un’aiuola con terra di riporto fino all’altezza delle proprie cabine e cioè oltre i due metri. Alla “Vittoria” il muro è di 120 cm. Alla “Playa” ed allo “Sporting beach” la vegetazione raggiungerebbe addirittura quota tre metri. Il “Venezia”, secondo i Radicali, avrebbe rispettato l’impegno ed il mare è visibile.

“Chiediamo che l’amministrazione e la magistratura facciano rispettare le prescrizioni abbattendo le barriere che impediscono la visuale del mare dalla strada” è la richiesta perentoria di Paolo Izzo.

Articolo di Giulio Mancini su Messaggero.it

N.B. Sul tema trattato nell’articolo del Messaggero, oltre che su un dossier presentato da Radicali Roma a proposito della “sicurezza” dei lidi nazionali, sono stato anche intervistato alle 10 da Radio Città Futura e poco dopo da Radio Radicale, durante il notiziario delle 14.