la Repubblica (in esclusiva) – Il muro di Ostia. Quei 9 chilometri di mare negato a noi cittadini

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Il Dubbio – La breccia nel muro di Ostia

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“La breccia nel muro di Ostia”

Da Porta Pia ai Pink Floyd, da Berlino a Gaza, dal Marocco al Messico, dall’Ungheria fino a Calais: muri abbattuti, muri da abbattere, muri da non costruire proprio. Perché il muro proibisce, allontana, esclude, impedisce il movimento. Perché non ha mai senso e il suo unico significato è di separarci gli uni dagli altri: i reclusi dai liberi, gli stranieri dagli indigeni, i poveri dai ricchi, la cupezza dalla gioia, la cecità dallo sguardo. Piccolo o grande muro, ciascuno ha il suo: nel cuore e nella mente o nella realtà dello spazio e del tempo. E gli uni o gli altri, ma sono ancora pochi, cercano sempre un modo per abbatterlo, quel muro. E prima o poi trovano il coraggio di impugnare un martello, di sfilare un mattone, di creare una breccia: perché ci puoi pensare tutta la vita, tanto che passano gli anni e il tuo muro è ancora là.

A Ostia, nel giro di trent’anni, una vera e propria barriera tra i cittadini e il litorale è stata innalzata in totale spregio delle regole e del diritto. Un doppio “lungomuro”, di cemento e di illegalità. Le concessioni balneari sono diventate pretese acquisite, ogni varco pubblico è stato sbarrato, persino la vista del mare è stata censurata: nei mesi caldi si passa obbligatoriamente dagli stabilimenti privati, in quelli freddi il mare è chiuso. Oggi finalmente – si sente quasi un odore salmastro – sembra che alcuni spiragli si aprano, anche se qualcuno tenterà di richiuderli come… belle di notte. Alcuni di noi, pochi in verità, hanno una “fissa”, come si dice nella nostra città. Il nostro muro è a Ostia. È un lungomuro sul lungomare, che recinta le spiagge per chilometri e il mare non lo fa nemmeno vedere. Anche quando è soltanto una fitta, alta siepe che, si sa, “dall’ultimo orizzonte il guardo esclude”, il lungomuro proibisce libertà, legalità e trasparenza. Che, per il senso profondo di queste parole, forse non sarà la Germania Est, la Turchia o Rebibbia, ma la nostra battaglia sarebbe ed è sempre la stessa, anche se fossimo in guerra, o immigrati, o carcerati.
Lo abbiamo detto per mesi e anni – alle istituzioni, alla capitaneria di porto, alla Commissione europea, alla magistratura – che, prima o poi, noi lo abbatteremo, con il martello della nonviolenza. Perché, dietro quel muro, dietro quella cortina di sedimenti innaturali, c’è il mare. Ne sono sicuro.

© Paolo Izzo

SPIAGGE / Turco e Izzo (Radicali): ora dalla Sindaca di Roma un atto di coRAGGIo

moschettieri 1«La Camera ha dunque approvato l’emendamento al DL Enti Locali Pizzolante (Ap) presentato dal suo collega di larghissime intese governative Misiani (Pd), quale relatore della Commissione Bilancio. Ha così garantito e conservato il privilegio corporativistico degli imprenditori balneari a mantenere quelle concessioni demaniali che possiedono da 30/40 anni e che li hanno fatti divenire i padroni delle spiagge», lo dichiarano in una nota i Radicali Maria Laura Turco, avvocato, e Paolo Izzo, scrittore.

«Quelle spiagge – proseguono – alle quali non puoi accedere se non pagando il biglietto, come abbiamo documentato più volte, e sulle quali non puoi sostare con l’asciugamano nemmeno sulla battigia, cioè sullo spazio demaniale di 5m che non fa parte della concessione ma che gli imprenditori balneari occupano di fatto con i lettini per i loro clienti: lo scorso anno fece il giro del web, ricevendo 30.000 mi piace, un post di Sabina Guzzanti, che era stata cacciata dal bagnasciuga».

«L’articolo 12 della direttiva Bolkestein è self-executing nella parte riguardante l’obbligo di assegnazione delle concessioni balneari a mezzo di bando pubblico di gara. La direttiva è entrata in vigore in Italia dal 26/3/2010 e la norma europea, nella gerarchia delle fonti, prevale sul diritto interno. Deve quindi essere applicata anche se contrasta con una legge dello Stato. Dando atto ai M5S di avere proposto ieri un emendamento affinché fossero messe immediatamente a gara le concessioni, chiediamo alla Sindaca di Roma, avvocato Raggi, un atto virtuoso e di coRAGGIo: applicare la legge prevalente. Anche per evitare una procedura di infrazione il cui pagamento ricadrebbe sui cittadini. Emani subito un bando di gara per l’assegnazione delle concessioni balneari del litorale romano di Ostia: unico Municipio in Italia commissariato per mafia e nel quale le indagini della Procura hanno stabilito che trattasi anche e soprattutto di mafia balneare. Se il bando di gara venisse impugnato al Tar, il Tar del Lazio potrebbe presentare un nuovo ricorso in via pregiudiziale alla Corte di Giustizia avverso l’emendamento di ieri e non ci sarebbero più scuse», concludono i due esponenti radicali.

Adn Kronos – SPIAGGE: IZZO-TURCO (RADICALI), CORTE EUROPEA METTE FINE A GIOCO TRE CARTE DI ITALIA

1973910_10203447599536115_5609459961645050300_oRoma, 14 lug. (AdnKronos) – “Gli stabilimenti balneari italiani sono attualmente abusivi perché la sentenza odierna della Corte di Giustizia europea ha dichiarato l’incompatibilità della legge italiana numero 221/12, che all’articolo 34-duodecies dispone la proroga automatica delle concessioni al 31/12/2020, con la direttiva Bolkestein. L’articolo 12 della direttiva, che in tale parte è self-executing, prevede infatti che a causa della scarsità delle risorse naturali, il rilascio delle concessioni debba avvenire solo con una procedura di selezione che presenti garanzie di imparzialità e trasparenza”. Lo dichiarano in una nota i Radicali Maria Laura Turco, avvocato, e Paolo Izzo, scrittore. “Dopo un gioco delle tre carte che dura almeno dal 2009 e con cui il nostro Paese ha illegittimamente protetto gli interessi corporativistici dei concessionari balneari – proseguono – la sentenza di oggi conferma quanto pochi di noi stanno chiedendo, inascoltati, da anni: le concessioni balneari dovranno essere assegnate dopo aver svolto una gara di pubblica evidenza che garantirà servizi migliori agli utenti a prezzi più bassi”. “Il criterio che la PA deve seguire – concludono – per l’assegnazione della gara è infatti quello del miglior soddisfacimento dell’interesse pubblico. Senza dire nulla circa i canoni ridicoli che i concessionari pagano per lo sfruttamento del bene pubblico: circa 1 euro/mq all’anno e una tariffa di poco superiore se l’area è coperta con strutture di difficile rimozione, tipo ristoranti e negozi”.

Convegno – La direttiva Bolkestein e le procedure di infrazione al diritto comunitario. Il diritto alla conoscenza come strumento di transizione verso la Stato di Diritto

L’audiovideo integrale del convegno, che si è svolto nella sede del Partito Radicale a Roma, si trova a questo link di Radio Radicale.

Rai Tg2 – servizio nella edizione delle ore 20.30 del 13.02.2016

Rai Tg1 – servizio nella edizione della notte (ore 1.50) del 14.02.2016

Liberi.tv – Intervista a Paolo Grassi di Maria Laura Turco

Liberi.tv – Intervista ad Alfonso Sabella di Gianni Colacione