Boa sorte

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Intuizione di mare

Un’estate
strappata dall’anno
è vuoto a perdere
di giovinezze
irripetibili.

Ascolti conchiglie
mute
e cammini
sul fondo prosciugato
di un mare intuito
appena.

Le mani
lasciano.

Ci vuole
un’artista,
che riempia
d’invisibile
i perduti spazi.

(© Paolo Izzo)

Malandata dal mio mondo

La caverna delle mani

era la cantina delle voci

dove hai cantato

 

Il fiore dei capperi

era il filo di fumo

che ho soffiato

 

Le corse a cavallo

il cappio al collo

dei capelli tagliati

 

I sorrisi sprecati

il sogno ricorrente

di un incubo

 

Se ti fermi un istante

scorreranno come

sequenze

e le chiameremo

un giorno:

conseguenze

 

© Paolo Izzo

Preludio

La scheggia verde
del prato inflitto
ai piedi nudi

Il brivido sonoro
di primavere tardive
nella nuca calda

La prima fitta
di sole amico
sulla schiena indifesa

Il sorriso celato
nell’angolo acuto
di un’idea simultanea

© Paolo Izzo