BOLKESTEIN / TURCO E IZZO (RADICALI): UNO STATO DELINQUENTE ABITUALE?

ostia-300x225«Si torna oggi a parlare della direttiva Bolkestein: la Corte di Giustizia europea ha tenuto l’udienza per decidere sulla compatibilità della direttiva cosiddetta “Servizi” con la legge italiana che ha disposto la proroga delle concessioni balneari al 2020. L’Italia era già stata destinataria della procedura d’infrazione 4808/08 e per chiuderla aveva emanato il D.L. 194/09, che aboliva i privilegi al concessionario uscente e il rinnovo automatico delle concessioni di 6 in 6 anni, stabilendo un periodo transitorio di proroga al 31.12.15 per le vecchie concessioni», così in una nota i Radicali Maria Laura Turco, avvocato, e Paolo Izzo, scrittore.

«Solo – proseguono – che aveva tentato l’inganno: con la legge di conversione n. 25/10 aveva reintrodotto il rinnovo automatico sperando che l’Europa non se ne accorgesse. Invece se ne accorse, inviando un’ulteriore lettera di messa in mora, che obbligò l’Italia a emanare la L. 217/11 per correre ai ripari. Chiusa la procedura d’infrazione, quando l’attenzione non era più su di noi, il Parlamento approvò la legge 221/12 che stabiliva la proroga fino al 31.12.20 e non la notificò all’Europa come avrebbe dovuto».

«Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi – concludono – perché l’abbiamo reso noto noi, presentando un ricorso alla Commissione europea il 30.3.14, e se ne è accorto il Tar Lombardia che, con sentenza del 26.9.14, ha inviato ricorso in via pregiudiziale alla Corte di Giustizia europea. E oggi l’Avvocato generale della CGUE, il cui orientamento è solitamente seguito dalla Corte, si è pronunciato per l’incompatibilità della legge italiana. I “padroni del mare” però sono già corsi ai ripari: a Ferragosto è stata approvata la legge 125/15 (art. 7 co. 9-septiesdecies) che prevede la “sdemanializzazione” di tratti di spiaggia e i balneari stanno ora invocando a gran voce l’applicazione di tale legge per le aree su cui sorgono i loro stabilimenti. Per questo abbiamo presentato un ulteriore ricorso per procedura d’infrazione a ottobre scorso. L’immagine che ne esce è comunque quella di uno Stato delinquente abituale che, dopo aver firmato i trattati, cerca in tutti i modi di eluderli».

Sul tema intervista di Cristiana Pugliese a Paolo Izzo su Radio Radicale a questo link.