Manifesto per la scomunica

Scomunicateci
(rassegna stampa aggiornata al 2 agosto 2009)

Manifesto per la scomunica

Scomunicateci.
Siamo atei. 
Siamo a favore della contraccezione, dell’amniocentesi e della epidurale, della fecondazione assistita omologa ed eterologa, dell’interruzione volontaria di gravidanza, 
della “pillola del giorno dopo” e della RU-486, della ricerca sulle cellule staminali embrionali, dell’eutanasia 
e del testamento biologico.
Formiamo coppie di fatto, senza firmare contratti o matrimoni.
I nostri figli non li battezziamo e li esoneriamo dall’insegnamento della religione cattolica. Preferiamo pensare, invece di credere.
E pensiamo a una nascita umana sana, uguale per tutti, senza perversioni e senza peccato originale. Perciò il Bene per noi è sinonimo di etica umana e di sanità mentale.
Riteniamo che la Chiesa non si sia mai evoluta,
se non perché costretta dagli Stati laici, come il nostro non sembra essere piú. Ugualmente, sosteniamo che il clero è una lobby di potere politico ed economico; e che il Vaticano è uno Stato straniero, con le sue regole, il suo piccolo territorio e le sue grandi brame di espansione.
E nemmeno chiediamo che si torni alle origini, come si dice:
a Gesù, a san Francesco o alla madonna; perché per noi essi sono astrazioni, figure mitologiche, né più né meno di Giove, Bacco e Artemide.
Perciò vogliamo starne fuori: se la Chiesa o il nostro Stato parleranno a nome della cristianità, non parleranno piú a nome nostro.
Vogliamo essere liberi di sognare,
di pensare alle donne e agli uomini come noi, di occuparci dei nostri bisogni e delle nostre esigenze di esseri umani, fatti di psiche e di biologia e nati non prima di aver visto la luce con i nostri occhi. E morti quando non potremo più pensare di essere vivi.

Tutto questo può bastare per essere scomunicati? 
Riteniamo di sì.

                                                                                            © Paolo Izzo

Link al gruppo Facebook :
http://www.facebook.com/group.php?gid=64106479277 

(n.b. dopo aver sfiorato i 4000 iscritti, FB ha deciso arbitrariamente di “migrare” il gruppo, azzerando i membri: ora toccherà ricominciare a… contarci).

sabato 5 maggio 2007 – La prima lettera al Riformista e i link a tutti siti che l’hanno ripresa

il Riformista 05-05-2007

Lettere / Un richiesta da indirizzare…

Scomunicatemi

Caro direttore,

sono arrivato a una conclusione: vorrei essere scomunicato dalla Chiesa cattolica. Con la mia compagna ho formato una coppia di fatto; siamo atei, siamo a favore della contraccezione, dell’amniocentesi, della fecondazione assistita ed eterologa, dell’aborto, della ricerca sulle cellule staminali embrionali, dell’eutanasia. Preferiamo pensare, invece di credere. E pensiamo a una nascita umana sana, senza perversioni e senza peccato originale. Siamo convinti che la Chiesa non si sia mai evoluta, se non perché costretta dagli Stati laici, come il nostro non sembra essere piú. Riteniamo, ugualmente, che il clero sia una lobby, un potere politico-economico; e che il Vaticano sia uno Stato come un altro, con le sue regole, il suo territorio, le sue brame di espansione. E nemmeno chiediamo che si torni alle origini, come si dice: a Gesù, a san Francesco o alla madonna; perché per noi essi sono astrazioni, figure mitologiche, né più né meno di Giove, Bacco e Artemide. Perciò vogliamo starne fuori: se la Chiesa parla a nome dei cristiani, non parlerà piú a nome nostro. Vogliamo pensare alle donne e agli uomini come noi, occuparci dei nostri bisogni e delle nostre esigenze di esseri umani, fatti di psiche e di biologia e nati non prima di aver visto la luce con i nostri occhi. Puó bastare? A chi devo rivolgermi per formalizzare la questione? Paolo Izzo

http://www.uaar.it/news/2007/05/06/scomunicatemi/

http://www.romalibera.it/scomunica.html

http://vitagra.splinder.com/post/12123512

http://www.nogod.it/contributi.htm

http://www.quaderniradicali.it/agenzia/index.php?op=read&nid=14750

http://www.ladysilvia.it/magaView/news/9878/attualità

http://maternatura.splinder.com/post/12119313

http://theperfectstorm.splinder.com/post/12712043/Lettera+al+cardinale

http://www.unibosca.com/public/forum/viewtopic.php?t=6238&sid=eab5d2644486b0c65af00c7d273219bb

http://keypivot.com/scomunicatemi

http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=344864&referrerid=10150

http://www.pdci-ibarruri.it/edimaggio2007.htm


martedì 8 maggio 2007 – Cinque lettere al Riformista

 

il Riformista 08-05-2007

Lettere / Le ingerenze della Chiesa e un coro di lettori: “Adesso scomunicateci tutti”

Scomunicatemi/1

Caro direttore,

in merito alla lettera pubblicata dal vostro giornale a firma Paolo Izzo, vogliamo renderle noto che aderiamo alla sua richiesta e iniziativa di farsi scomunicare. Siamo una coppia di fatto con bambina, siamo indignati dalle continue intromissioni della chiesa nella vita privata, e peggio ancora, dalla violenza quotidiana con la quale questa pretende di imporre credenze sulla natura umana, attraverso i mezzi di comunicazione di massa, in alcuni casi divenuti organi ufficiali della santa sede. É davvero inammissibile che nel 2007 si cerchi di far credere con argomentazioni totalmente infondate che la vita umana inizi col concepimento o peggio ancora nell’incontro tra uno spermatozoo predestinato e l’ovulo. Tale impostazione viene fatta passare come conoscenza storica e scientifica sull’uomo e, come tale, patrimonio di tutti. La cosa, oltre ad essere falsa, visti i risultati delle recenti ricerche in ambito biologico e psichiatrico di pubblico dominio, assume connotati di ideologia violenta nella misura in cui qualsiasi opposizione viene considerata oltraggiosa del magistero ecclesiastico e della libera espressione della chiesa. Si attua uno strano capovolgimento per cui chi è oppresso da un falso pensiero diventa oppressore. Sembra che il controllo sul pensiero umano, sulla vita, gli affetti, i comportamenti, la sessualità tra uomo e donna, siano gli obiettivi non dichiarati ma perseguiti dall’Istituzione ecclesiastica. Noi sosteniamo che uomini e donne sono liberi, nel pensiero che si forma alla nascita, di andare verso i propri simili, per comprendere e conoscere la storia della specie umana, la bellezza e la scienza che, nonostante tutto, viene creata dagli uomini per gli uomini. Annio G. Stasi, Mery Tortolini, Viola Stasi

Scomunicatemi/2

Caro direttore,

nella lettera pubblicata sul Riformista di sabato 5 maggio Paolo Izzo spiega i motivi per i quali vorrebbe essere scomunicato. Ne potrei aggiungere altri, ma mi limito ad associarmi a tale richiesta. Sono un cittadino rispettoso di tutte le leggi e norme che regolano il vivere civile e spero che una scomunica risparmi anatemi, invettive e insulti che la Chiesa ormai quotidianamente rivolge a me, e sono convinto ai più nel nostro paese, su questioni che riguardano unicamente la sfera della vita privata. Vittorio Caporioni

 

Scomunicatemi/3

Caro direttore,

con tutta la simpatia per lei e il suo lavoro, che seguo ormai da molti anni, desidero ringraziarla per l’evidenza, che la posta del Riformista ha riservato alla lettera di Paolo Izzo di sabato scorso:”Scomunicatemi”. È un testo che sottoscrivo punto per punto e sui quali temi gradirei che ci fosse un ampio dibattito. Siamo quasi tutti di estrazione familiare cattolica nel nostro paese, ma quanta ipocrisia e ingiustizie stiamo ancora patendo come cittadini ed ancor più come cittadine per questa adesione acritica ad un credo che impedisce l’estrinsecarsi del pensiero umano?

La ringrazio per l’attenzione e le auguro buon lavoro. Gabriella Cetroni

 

Scomunicatemi/4

Caro direttore,

in seguito alla lettera da voi pubblicata sulla scomunica di Paolo Izzo, vorrei unirmi a lui, condividendone pienamente le argomentazioni. Paola Botta

 

Scomunicatemi/5

Caro direttore,

anch’io voglio essere scomunicato. Di fatto non sono stato mai molto cristiano, pur essendo battezzato: d’altronde non è un rito magico che cambia la sostanza delle cose. Tuttavia, viste le ingerenze sempre più irritanti e aggressive del Vaticano, e un sostanziale atteggiamento di genuflessione da parte dei nostri rappresentanti politici, dichiaro di non voler più essere accomunato a quella percentuale – di fatto probabilmente molto bassa – di cittadini che si sentono e si dichiarano cristiani, e approvano questo atteggiamento acritico verso tutto ciò che ci viene propinato come parola di dio. Io sono ateo, da tempo, e non mi fido per niente della buona salute di chi evoca spiriti. Saluti, Massimo Caracciolo

  

mercoledì 9 maggio 2007 – Quattro lettere al Riformista e un lancio Apcom

 

il Riformista 09-05-2007

Lettere / Nuove richieste di scomunica… 

Scomunicatemi/1

Caro direttore,

sull’onda delle molte testimonianze che hanno fatto seguito a quella dell’illuminatissimo Paolo Izzo e compagnia, sento di non poter resistere e di dover partecipare. Sono un ragazzo di 28 anni che si rifiuta di accettare di vivere nell’Alto Medioevo come invece piacerebbe alla chiesa. Rifiuto e mi sento offeso dall’essere considerato nato decaduto e contaminato del peccato originale (dal Catechismo della Chiesa cattolica, n. 1250). Trovo assolutamente violenta una proposizione di questo tipo peraltro avulsa da ogni rapporto reale (mi pare cheRuini non abbia bambini). Io chiedo di essere scomunicato perché profondamente convinto di essere innanzi tutto nato (e se permettono lorsignori è diverso dall’essere un embrione), e poi nato libero e sano, senza nessunissima forma endemica di peccato, nato per essere in rapporto con i miei consimili nelle forme e nei modi che liberamente scelgo e che non permetto vengano stabilite a priori al mio posto. Libero di esercitare la mia sessualità nel rapporto col diverso da me senza vincoli né contratti, libero di usare contraccettivi, di avere quante più storie d’amore io riesca. Libero di non fare la carità perché inutile e libero di appoggiare convintamente la ricerca sulle staminali embrionali che invece sarebbe indispensabile per salvare vite umane (pensi un po’ lei, un euro al semaforo al posto della possibilitá di guarire l’halzaimer, mi dica se non le sembra un pensiero totalmente sconnesso). Per questo e molto altro…scomunicatemi. Simone Meschino

 

Scomunicatemi/2

Caro direttore,

ho letto sul Riformista una lettera di Paolo Izzo particolarmente interessante. Sono una donna separata da oltre dieci anni, sono atea e sono a favore di tutto ciò già detto nella lettera Scomunicatemi. La Chiesa non si limita all’esercizio spirituale, esercita un potere di estrema violenza su tutti gli esseri umani, credenti e non, con l’intento di eliminare la possibilità del libero pensiero individuale. Non le pare che ce ne sia più che a sufficienza per una gradita scomunica? Annamaria Dipiazza

 

Scomunicatemi/3

Caro direttore,

le scrivo due righe per segnalarle che, come Paolo, anche io voglio essere scomunicata e come me ci sono molte altre persone che si riconoscono in quanto riportato nella lettera pubblicata il 5 maggio dal suo giornale. Quanto prima scriverò alla parrocchia dove sono stata battezzata per formalizzare la mia richiesta.

Buona giornata, Paola Capitani

 

Scomunicatemi/4

Caro direttore,

aderisco alla richiesta di scomunica. Lamberto Vaghetti

 

(APCom) CHIESA/ SU ‘RIFORMISTA’ MIETE CONSENSI LA RICHIESTA DI SCOMUNICA

Continuano adesioni dei lettori dopo lettera sabato scorso

09-05-2007 15:50

(ripreso da Nuova Agenzia Radicale)

Roma, 9 mag. (APCom) – Sul ‘Riformista’ miete consensi la proposta avanzata da un lettore – ateo dichiarato – che, giorni fa, domandava ragguagli su come ottenere la scomunica dalla Chiesa cattolica. Nella rubrica delle lettere alla redazione, da alcuni giorni – e ancora oggi – numerosi altri lettori hanno aderito alla provocazione. A tener banco tra le argomentazioni sono gli interventi dei vertici cattolici nel dibattito politico italiano, il tema della laicità e questioni come la bioetica e l’aborto.

“Vogliamo pensare alle donne e agli uomini come noi, occuparci dei nostri bisogni e delle nostre esigenze di esseri umani, fatti di psiche e di biologia e nati non prima di aver visto la luce con i nostri occhi”, scriveva sabato scorso il lettore che per primo ha lanciato la richiesta di scomunica, Paolo Izzo. “Puó bastare? A chi devo rivolgermi per formalizzare la questione?”.

 

giovedì 10 maggio 2007 – Una lettera al Riformista, un lancio Agi e un attacco dell’Avvenire

il Riformista 10-05-2007

Lettere / Tante scomuniche…

Scomunica sì

Caro direttore,

aderisco anch’io alla richiesta di scomunica. A quanto pare la lista si sta facendo un po’ lunghetta. Mi piacerebbe comunque soffermarmi su una mail a firma Simone Moschino, il quale ha scritto nelle colonne della posta del Riformista di ieri:”…libero di non fare la carità perché inutile e libero di appoggiare convintamente la ricerca sulle staminali embrionali che invece sarebbe indispensabile per salvare vite umane…”. Nient’altro da aggiungere se non il fatto che a causa dell’arretratezza e della ipocrisia (istituzionale e non) italiana permettiamo ancora che una donna perda per due volte consecutive il proprio bambino (cosa accaduta di recente) perché la scienza e la legge si devono genuflettettere al dogma. É una vergogna. Distinti saluti e complimenti per le vostre battaglie. Francesco Marmorato

 

(Agi) Coraggio laico. Il Riformista e tanti “scomunicatemi”

10-05-2007 17:50

(ripreso da Nuova Agenzia Radicale)

Roma, 10 mag. (Agi) Partita, con un’indubbia dose di coraggio per la sfida in essa contenuta, é via via cresciuta la inusuale richiesta ‘scomunicatemi’ ed il quotidiano che l’ha ospitata, ‘il Riformista’, si é ritrovato inondato di lettere.”Vorrei essere scomunicato dalla Chiesa cattolica” ha scritto sabato 5 maggio, Paolo Izzo, spiegando che lui e la sua compagna sono “una coppia di fatto” e entrambi “atei: siamo a favore della contraccezione, dell’amniocentesi, della fecondazione assistita ed eterologa, dell’aborto, della ricerca sulle cellule staminali embrionali, dell’eutanasia”. Scrittore per hobby e passione, Izzo aggiungeva: “preferiamo pensare invece di credere. Pensiamo a una nascita umana sana, senza perversioni, senza peccato originale”. La conclusione di Izzo é stata: “vogliamo pensare alle donne e agli uomini come noi, occuparci dei nostri bisogni e delle nostre esigenze di esseri umani, fatti di psiche e di biologia e nati non prima di aver visto la luce con i nostri occhi. Puó bastare? A chi devo rivolgermi per formalizzare la questione?”.Il giorno dopo arrivano a ‘ilRiformista’ numerose lettere di plauso e consenso e ancora il giorno successivo. “Sono una donna separata da oltre dieci anni – ha scritto mercoledì 9 Annamaria Dipiazza – sono atea e sono a favore di tutto ciò già detto nella lettera ‘scomunicatemi’. La Chiesa non si limita – aggiungeva Annamaria – all’esercizio spirituale, esercita un potere di estrema violenza su tutti gli esseri umani”. E Paola Capitani sempre lo stesso giorno chiedeva “come Paolo anch’io voglio esser scomunicata e come me ci sono altre persone che si riconoscono in quanto riportato nella lettera del 5 maggio”. E Simone Meschino é d’accordo: “chiedo di essere scomunicato perché profondamente convinto di essere innanzitutto nato e poi nato libero e sano, senza nessunissima forma endemica di peccato… Per questo e molto altro… scomunicatemi”. Se c’é chi non é d’accordo come Pietro Parodi da Genova che parla oggi di “infantilismo dei miei 18 anni (quando, racconta, voleva esser ‘sbattezzato’) lo stesso infantilismo pare diffuso tra gente che avrebbe dovuto raggiungere da un pezzo la maturità di pensiero, oltre che scolastica”, c’é poi Francesco Marmorato d’accordo con la richiesta ‘scomunicatemi’.

 

Avvenire 10-05-2007

Tragico e ridicolo condivisi: con coppia di tre!

di Rosso Malpelo (alias Gianni Gennari)

“Liberazione” e “Riformista” paiono lontani e forse lo sono, salvo una follia comune. La prima, l’altro ieri (p. 1) piange la sconfitta francese con titolone: “La destra moderna e populistavince. La sinistra ha perso la strada”. Solo roba francese? Sì. Infatti loro vanno avanti. Strada sicura, con strillo lì sotto: “12 maggio del Coraggio laico. Rifondazione coi radicali”. Lì accanto, per fare chiarezza, c’è anche una preghiera tra divino ed umano. A p. 3 poi, dalla Fiera del Libro di Torino, un reportage su 5 colonne informa sul programma, con “notizia bomba”: “venerdì, a due giorni dal Family Day”, ci sarà anche un libro del cardinale Ruini! Un sussulto: “coincidenza a dir poco preoccupante”. Una tragedia. Comica però, perché da venerdì a sabato corre un solo giorno. Già! Anticlericali di oggi: al solo sentir parlare di Chiesa perdono il filo. E qui fanno coppia col “Riformista”. Stesso giorno, in prima pagina, ancora sul deludente voto francese, e lì sotto il ricordo che “nel ’48 il Papa non rispettò i comunisti”, ma “li scomunicò”! Persa la memoria di ciì che successe in quei mesi ed anni in mezza Europa, con il plauso del Pci di allora? E infatti la scomunica è del ’49. È il meno. Più in tema a p. 7 “Scomunicateci tutti”: ben 5 lettere di sette lettori fuori dai gangheri per “le ingerenze della Chiesa”. Comprensibile pur se opinabile, ma con una curiosità: la prima lettera, inviata da “una coppia di fatto”, ha tre firme! Tre? Anche al “Riformista”, redazione e lettori, al solo parlare di Chiesa e cattolici, vanno fuori giri. Forse hanno anche loro “perso la strada”.  

  

venerdì 11 maggio 2007 – il Riformista risponde all’Avvenire (e Nuova Ag. Radicale dà conto dello scambio)

il Riformista 11-05-2007

Lupus in pagina

Gianni Gennari, autorevolissimo collaboratore dell’ “Avvenire”, si è occupato ieri delle richieste di scomunica che da giorni stanno intasando la nostra casella di posta. E di questo lo ringraziamo. A calamitare l’attenzione di Rosso Malpelo è stata soprattutto una lettera che abbiamo pubblicato martedì 9. Ci è stata inviata da Annio G. Stasi, Mary Tortolini e Viola Stasi. Gennari l’ha archiviata alla voce – parole sue – “curiosità”. “Ha tre firme! Tre? Anche al “Riformista” – ha annotato – redazione e lettori, al solo parlare di Chiesa e cattolici, vanno fuori giri. Forse hanno anche loro “perso la strada”. Avremmo tanto voluto essere noi della redazione a soddisfare la curiositá di Rosso Malpelo. E lo avremmo fatto, se non ci avesserogiá pensato gli autori della lettera. “Siamo una coppia di fatto con bambina, siamo indignati dalle continue intromissioni della chiesa nella nostra vita privata”, scrivevano martedì.Quanto fa una coppia di fatto (a rigor di logica, Annio G. Stasi e Mary Tortolini) più bambina (Viola Stasi)? Questo glielo diciamo noi, a Gennari: tre.

sabato 12 maggio 2007 – Tre lettere sul Riformista

 il Riformista 12-05-2007

Lettere / Lupus in pagina e una piccola postilla per Rosso Malpelo

Arieccoci

Caro direttore, sul numero di ieri del vostro giornale viene riportato un commento fatto da Gianni Gennari su “l’Avvenire” nella sua rubrica a firma Rosso Malpelo. Il titolo era “Tragico e ridicolo condivisi: con coppia di tre!”. Il centro dell’articolo era una «follia comune» che avrebbe unificato in questi giorni di sconfitta delle sinistre “il Riformista”, “Liberazione”, e una massa indistinta di lettori anticlericali che vogliono esser scomunicati o sbattezzati, cioè non riconoscono la supremazia del pensiero cattolico nella conoscenza dell’uomo e sull’uomo. Lo spunto del titolo, ironico, è la lettera da noi inviata e da voi pubblicata martedì. Una coppia di fatto con bambina che firma, bimba compresa. Ci chiediamo: una svista di GianniGennari aver confuso il due con il tre, o sola la logica conseguenza di un pensiero che considera non esistente chi non ha linguaggio verbale? Pensiamo che ciò che ha fatto “reagire”Gennari è ciò che è stato detto, e come è stato detto: pensiero e linguaggio. Ci siamo permessi di rifiutare, in modo argomentato, per quanto possibile, una ideologia che crede e non pensa. Suggeriamo alla redazione del Riformista e ai lettori, gli atto dello splendido convegno che si è tenuto il 3 maggio a Roma dal titolo: «Bioetica, cellule staminali ed embrione umano. Il pensiero religioso e laico». Convegno presieduto da Lucio Luzzatto e William Arcese a cui hanno partecipato tre eminenti esponenti delle religioni monoteistiche: don Andrea Manto (cattolico), Riccardo Di Segni (ebreo) e Mario Scialoja (musulmano) e per il pensiero laico gli scienziati Maurizio Mori, Massimo Fagioli e il filosofo Eugenio Lecaldano. Nel convegno sono state esposte ricerche e ipotesi che indicano quando inizia la vita umana e come nasce il pensiero nella nostra specie. In particolare è stata esposta da Fagioli la sua teoria sulla pulsione umana e la formazione della capacità di immaginare, reazioni e dinamiche che avvengono alla nascita. Certo ci siamo permessi di rifiutare anche per nostra figlia quanto “sanamente” riteniamo falso. Occorrerà il tempo necessario perché anche lei trasformando le sue immagini e pensieri in linguaggio articolato, realizzi nell’espressione verbale quel no che è di tutti noi che apriamo gli occhi sulla storia. E questa sarà la sua libertà, eguaglianza e diversità di donna. Annio G. Stasi, Mery Tortolini, Viola Stasi

Scomuniche

Caro direttore, ho letto, col poco stupore che mi resta in merito, che il papa ha ribadito che, secondo il diritto canonico, le donne che abortiscono vengono scomunicate lataesententiae. Per milioni di donne come me, nonché per i loro medici, che responsabilmente hanno dovuto affrontare questa drammatica scelta, l’adesione alla provocatoria battaglia iniziata dal mio compagno è dunque automatica. Cordiali saluti, Antonella Pozzi

Cannibalismi

Caro direttore, «l’uccisione di un bimbo è incompatibile con il nutrirsi del corpo di Cristo», dice Ratzinger a proposito dell’aborto. A parte che già chiamare «bimbo» l’embrione o il feto nasconde l’insufficienza delle parole rispetto alle cose, e a quel punto potrebbe anche chiamare un embrione uomo maturo o senescente o cadavere e sarebbe la stessa cosa, ecomunque vorrei fargli notare che anche l’apologia del cannibalismo di cui sopra, viceversa, è incompatibile con la democrazia liberale e lo Stato di diritto. Massimiliano Parente

  

martedì 15 maggio 2007 – Un articolo su Aprile online 

Aprile online 15-05-2007

Orgogliosamente scomunicati

di Nane Cantatore

Focus – Diverse lettere al Riformista mostrano la volontà di uscire dalla Chiesa cattolica, nella quale si viene arruolati nella primissima infanzia e dal cui abbraccio è difficile districarsi, proprio perché non è certo in gioco soltanto la salvezza dell’anima

Sabato 5 maggio la rubrica delle poste del Riformista pubblicava una lettera di Paolo Izzo, che esprimeva, con concisa completezza, del suo personale distacco dalla Chiesa cattolica, dal cattolicesimo in quanto tale e dalla religione stessa in generale, chiedendo pertanto a chi si sarebbe dovuto rivolgere per ottenere una doverosa, opportuna e trepidamente attesa scomunica. Nei giorni seguenti, molti altri lettori si sono associati alla richiesta, tanto che il clamore di un’iniziativa così partecipe ha finito per attrarre gli strali del corsivista dell’Avvenire specializzato in umorismo da sacrestia, tal Rosso Malpelo (saeculo Gianni Gennari). Vorremmo soddisfare la curiosità del primo e dei successivi scriventi, segnalando loro la campagna per lo sbattezzo dell’Uaar, Unione degli atei, agnostici e razionalisti (http://www.uaar.it/uaar/campagne/sbattezzo), che permette la cancellazione del proprio nome dai registri parrocchiali, e di conseguenza l’uscita da quella che potremmo chiamare l’anagrafe cattolica.

L’importanza di questa anagrafe non è da sottovalutare: nella storia recente, va ricordato come proprio i registri parrocchiali abbiano aiutato le autorità di mezza Europa a individuare con certezza gli ebrei da mandare nelle camere a gas, permettendo di riconoscere nel corso delle generazioni le famiglie cristiane e di separarle da quelle massacrabili. Oggi, con la Chiesa che ha scoperto di essere sempre stata un’indefessa nemica di ogni dittatura, e che tra un pò, vista l’attenzione che si continua a prestare alla verità dei fatti, potrà persino dire di essere stata nemica di Franco e del generale Galtieri, questo tipo di utilizzo dei registri sembra leggermente caduto in disuso; ma non per questo esso è meno politico.

La presenza di molti nomi dei lettori di queste righe nei registri parrocchiali, al di là delle loro probabili divergenze su molti articoli di fede e su un numero ancor maggiore di prescrizioni pratiche, risponde a una finalità ben precisa, quella di continuare a considerare la grande maggioranza degli italiani arruolata nella milizia di Cristo, in attesa di qualsiasi ordine venga ad maiorem Dei gloriam dal soglio pontificio, e perfettamente disponibile a riconoscere alla Chiesa cattolica un ruolo sociale, culturale, politico ed economico enormemente superiore a quello che potrebbe spettare, secondo ragione e secondo legge, a qualsiasi religione organizzata.

Il dato della soverchiante preponderanza dei cattolici in Italia si fonda, come sua sola base oggettiva, sul numero dei battezzati; non si tiene conto di quanti abbiano proseguito nel successivo cursus honorum del rito cattolico (comunione, cresima, matrimonio in chiesa, unzione dei moribondi), non si depennano quelli che sarebbero colpiti da scomunica ergaomnes (divorziati, comunisti, donne che abbiano abortito e medici che le abbiano aiutate, tanto per dire): sembra che la Chiesa, dopo essersi tanto alacremente data da fare per secoli nell’opera di individuare, espellere e punire i dissidenti al suo interno, si sia ormai data a un approccio più inclusivo, nel quale la paura fondamentale è quella di rimanere soli a spegnere i moccoli di una funzione andata deserta.

Anche la manifestazione di san Giovanni può essere letta in questo modo: il milione di fedeli parrocchiani era lì a denunciare un preteso attacco a quella che si pretenderebbe come la più granitica delle istituzioni, quella famiglia naturale nel cui alveo si troverebbe la scaturigine e la legittimazione prima di ogni ordine sociale, e così facendo ha mostrato in pieno la paura di un gregge cattolico che, fatto per l’ammucchiata, si sente abbandonato, solo e disperso. Il fatto che si ricorra a giochetti coi numeri, a un’anagrafe unilaterale e, come ultima risorsa, alla piazza coi torpedoni appena dismessi dall’ultima gita al santuario di padre pio a 19 euro tutto compreso, mostra che la Chiesa ha paura, paura di essere abbandonata. Speriamo che questa volta abbiano ragione.

mercoledì 16 maggio 2007 – Un articolo di nogod.it 

NOGOD.IT 16-05-2007

Lo “sbattezzo” di massa agita i sonni dei vescovi cattolici.

Lo straordinario successo dell’ iniziativa lanciata dall’Unione Atei (UAAR) per la cancellazione dai registri parrocchiali di tutti i battezzati che non intendono più essere calcolati nel gregge di Ratzinger, mette in agitazione i millantatori che vogliono far credere che la quasi totalità degli italiani appartiene, per iscrizione contra voluntatem dalla nascita, a quella organizzazione della Menzogna Globale. Nel silenzio pressoché totale dei media vaticaliani ce ne ha dato notizia solo il Riformista (e oggi aprile online rilancia) con un articolo che illustra bene la situazione. Ci fa piacere notare che l’interesse del Riformista per il dilagante fenomeno dello “sbattezzo” (ma il termine è improprio trattandosi solo di una bonifica statistica) è stato stimolato da una lettera di Paolo Izzo, che insieme a chi vi scrive e a molti altri, ha lanciato l’ iniziativa di “Resistenza Laica”, il portale web di siti e blog impegnati contro le teocrazie presenti e future. Nei prossimi giorni “Resistenza Laica” riceverà il suo “battesimo” pubblico, ma l’iscrizione nel registro dei Resistenti avverrà per decisione autonoma, forte, motivata e responsabile di chi VUOLE aderire e non per coartazione di incapaci.

giovedì 22 novembre 2007 – Il “Manifesto por la Excomunion” della FIDA (Federacion Internacional de Ateos) 

(…) Tras todo lo cual, exigimos, apelando a vuestra presumible coherencia:

Que, en declaración eclesiástica y por oficial escrito, sea emitida CONDENA DE EXCOMUNIÓN PÚBLICA a TODOS los miembros, actuales y futuros, de la Federación Internacional de Ateos, no dejando así duda alguna en cuanto a la negativa absoluta, por nuestra parte, a seguir perteneciendo, en los casos en los que así conste, al cómputo de los fieles de la secta católica. (…)

(per il testo integrale vai qui)

  

sabato 24 novembre 2007 – Una mia nuova lettera su Il Riformista

il Riformista 24-11-2007

Lettere / Eretici impenitenti

Caro direttore,

ricorderà certamente la richiesta di scomunica che inoltrai poco più di sei mesi fa dalle colonne del suo giornale e a cui seguirono così tante lettere di persone con le stesse intenzioni da “intasare” (parole vostre) la casella di posta del Riformista. Nonostante il clamore, però, la provocazione non fu raccolta da chi di dovere. E noi siamo rimasti qui, eretici impenitenti, in attesa vana della dovuta scomunica: lo scopo del clero cattolico, chiaramente, è quello di continuare ad annoverarci tra i suoi adepti! Le segnalo tuttavia un’analoga e meglio organizzata iniziativa della Fida spagnola (Federaciòn Internacional De Ateos) che ha stilato un vero e proprio “Manifiesto por la Excomuniòn” (Actus formalis defectionis abEcclesia catholica). Stavolta il Vaticano non potrà fare orecchie da mercante. Possiamo ripartire da lì, caro direttore, se ha ancora voglia di supportare questa battaglia di laicità e libertà. Magari proprio nel giorno contro la violenza sulle donne: perché le donne non solo prendono calci e pugni veri, ma hanno anche ferite e lividi meno visibili, ma più profondi, inferti proprio da chi le vuole mogli e madri o altrimenti le addita come streghe e assassine.

Paolo Izzo www.paoloizzo.net

martedì 27 novembre 2007 – Un’altra lettera su Il Riformista

il Riformista 27-11-2007

Lettere / Quelle false verità

Caro direttore,

nuovamente il tuo giornale, con la pubblicazione della provocatoria lettera per la scomunica apparsa sabato, torna ad appoggiare la battaglia a favore della laicità e della libertà.Anch’io, ovvio, ambisco alla scomunica: voglio verificare personalmente se il nemico di questa lotta esiste. Perché secondo me non esiste, è solo un nulla che tarla la testa degli italiani. Il nostro errore più grande è credere di avere di fronte un nemico da combattere, un occupante al quale resistere. Nessuno dei nemici della laicità e della libertà leggerà queste provocazioni, nessuno si scandalizzerà, nessuno ci scomunicherà, nessuno replicherà, perché la controparte è inesistente. Però i nostri signori politici credono che questo nulla esista e per esserne certi e non essere attanagliati dall’angoscia lo comprano. Quattro miliardi di euro all’anno ci costa la lavatrice dei cattivi pensieri della politica. E molto di più ci costa ogni anno la falsa etica economica che condiziona la vita di milioni di persone nel mondo, producendo quelle disuguaglianze frutto di una falsa etica sociale che genera negli uomini rabbia e sconforto e che vengono diagnosticate ingannevolmente come peccato e colpa. E molto peggio va alle donne, vittime di una falsa morale che ha loro negato sempre libertà e diritti. La legge dovrebbe punire severamente il nulla e gli spacciatori di verità false.

Roberto Martina e-mail

  

mercoledì 28 novembre 2007 – Un’altra mia lettera su Il Riformista

il Riformista 28-11-2007

Lettere / Parola di eretico

Caro direttore,

che l’idea di chiedere con insistenza la scomunica della Chiesa cattolica non sia peregrina lo dimostra – oltre alle numerose adesioni – anche l’editoriale sui diritti civili che leggo sul Riformista del 27 novembre. Il Parlamento è paralizzato in tema di leggi che tutelino le persone? Ma è sicuramente perché teme, appunto, la scomunica del Vaticano. Perciò: si tolgano il pensiero. Anticipino quello che comunque avverrà una volta che saranno riusciti a votare qualche minimo provvedimento in favore di Cus, di pillola del giorno dopo, di testamento biologico o di fecondazione eterologa. Si sentiranno più leggeri, dopo. Più liberi, più umani, più terreni. E ricondurranno lo scontro sul piano temporale, soprattutto: diventerà anche più semplice intervenire sull’otto per mille, sugli sconti Ici alla Chiesa, sulla presenza del pensiero cattolico nella tv pubblica, costante e fuori da ogni par condicio confessionale. Da eretici, da persone cioè “che hanno scelto”, il confronto con il dogma sarà meno trascendentale e le conseguenze prospettate meno apocalittiche.

Paolo Izzo www.paoloizzo.net

 

domenica 8 febbraio 2009

Su Facebook ricomincia la battaglia con la creazione del gruppo “Scomunicateci” 

 

domenica 15 febbraio 2009 – Una mia lettera su Liberazione 

Liberazione 15-02-2009

IL PRIMATO DEI DIRITTI CIVILI – Da questa chiesa vogliamo la scomunica

Caro direttore, incredibilmente – per una volta – sono d’accordo con un cardinale. Con quello che, dall’alto della Congregazione per i sacramenti, chiede che “chiunque si sia attivato per la morte di Eluana sia scomunicato”. Allora ce l’abbiamo fatta! Qualcuno ricorderà certamente la provocazione che lanciammo tempo fa e che fu raccolta da tante persone, occupando per giorni e giorni le pagine del Riformista e di altri quotidiani, agenzie e siti internet. Era il maggio 2007 e la guida del giornale era affidata a Paolo Franchi: un manipolo di eretici chiedeva addirittura la scomunica dalla Chiesa cattolica!

Certo, ci si diceva, “ma se siete già fuori dalla Chiesa, una scomunica che vi fa?”. Un baffo, potremmo rispondere. Ma è anche vero che, se ci è consentita un po’ di ingerenza all’incontrario, sarebbe un atto dovuto da parte di lorsignori scomunicare tutti quelli che come noi combattono per il primato dei diritti civili e della vita umana, quasi sempre contravvenendo a dogmi religiosi.

Sì, ci siamo attivati perché la non-vita di Eluana finisse. E ci attiveremo ancora in favore della libertà di essere… esseri umani. Sì, ci siamo attivati per la fecondazione assistita, omologa ed eterologa. Sì, continueremo a sostenere la ricerca scientifica sulle cellule staminali; a difendere la legge sull’interruzione volontaria di gravidanza e ad invocarne una per il testamento biologico. Per tanti diritti sgraditi al Vaticano, continueremo a lottare giorno dopo giorno.

Perciò, si tolgano il pensiero e ci scomunichino tutti, ma sappiano che siamo tanti, sempre di più. Mentre lorsignori sono pochi, sempre di meno, anche se vogliono parlare a nome di tutti: spermatozoi, embrioni, feti e morti viventi compresi.

Paolo Izzo

  

Martedì 17 febbraio 2009 – Tre lettere su Liberazione 

Liberazione 17-02-09

Mi ha già scomunicata PioXII

Caro direttore, mi associo alla lettera di Paolo Izzo nel chiedere la scomunica. Il mio è un gesto di solidarietà perché sono felicemente scomunicata da molti anni, dalla famosa scomunica di Pio XII inflitta ai comunisti e a chi leggeva, diffondeva, condivideva, idee comuniste. Non avevo l’età del voto né la facoltà di andarmene di casa ma ero comunista e atea, tormentata ogni domenica da mia nonna che voleva portarmi alla messa. Alle mie proteste contrapponeva gli esempi di “lavoratori e donne del popolo” credenti e osservanti. Io rispondevo che queste erano solo la conferma del fatto che “la religione è oppio dei popoli”. La scomunica mi liberò. Nonna non poté replicare quando le dissi che sarebbe caduta in peccato mortale portando in chiesa una scomunicata e andai allegramente a diffondere “l’Unità”. Oggi liberarsi dai dettami della chiesa è un po’ più difficoltoso, non si tratta più di una nonna bigotta ma della concreta minaccia delle leggi di uno Stato avviato verso un nuovo clericofascismo, ma è un passo avanti, piccolo ma forte, dichiarare la nostra indisponibilità a essere governati dal catechismo invece che dalla Costituzione. Complimenti per il giornale a te e alla Redazione, un particolare abbraccio al carissimo Apicella.Bianca Bracci Torsi

Anche io chiedo la scomunica. Me la merito!

Che la chiesa mantenga la“promessa”

Cari amici, ho letto su “Liberazione” di ieri la bella lettera firmata da Paolo Izzo, il quale provocatoriamente (ma neanche tanto) invitava la chiesa a dare concretezza alla minaccia del quel cardinale che invocava la scomunica per tutti coloro che si sono attivati per la liberazione di Eluana. Ebbene, anche io, come Paolo Izzo (e tanti altri) chiedo la scomunica a gran voce, e aggiungo che sono fiera di meritarmela. Barbara Sbrocca

Facciamo sentire la nostra voce laica

Carissimi, sono iscritta al gruppo di facebook “scomunicateci” per condividere con altri un pensiero: se è vero che la destra e la religione cattolica presidiano la paura umana con l’uso strumentale e violento dell’ignoranza, la paura di essere nati con dentro un nocciolo mostruoso e malvagio (…), quella della morte (…), quella di chi è diverso (…), quella di chi non aderisce ai dogmi e vuol pensare, e… aiutatemi anche voi a dire cos’altro; se è vero che molti dei conflitti e dei confini umani nascono e si alimentano nella paura, forse è di vitale importanza che questi temi vengano ampiamente e continuamente dibattuti, e forse è fondamentale affrontarli ora, insieme, con la nostra voce laica, per poi essere in grado di lottare per le leggi ed i diritti civili che ad essi si legano, saper leggere con chiarezza i prossimi tentativi di atterrirci e resistere. Donatella Buti

martedì 10 marzo – Una mia lettera su Liberazione 

E allora, scomunicateci tutti!

Cara “Liberazione”, non è facile scrivere se la mano trema: ci sono voluti due giorni per fermarla, dopo la notizia della bimba brasiliana che ha abortito e della ferocia del vescovo diRecife che si è abbattuta su di lei, come se le violenze subite non fossero bastate. Perdipiù, con l’orrore aggiunto che nessuna parola di condanna sia stata spesa dalla curia brasiliana nei confronti del patrigno che l’aveva messa incinta!

Leggo anche sulle tue colonne che ritorna con forza l’idea che la Chiesa cattolica a questo punto debba, almeno per coerenza, scomunicarci tutti, ma proprio tutti. Gliene diamo motivo ogni giorno con la nostra reale difesa della vita umana contro la loro cultura di morte. Continueremo in ogni modo la nostra battaglia non violenta contro questi violenti, affinché non ci possano mai nemmeno lontanamente annoverare tra i loro complici.

Personalmente lo dico da tre anni ormai, anche su “Liberazione”, e in tanti stiamo avanzando pubblicamente la nostra richiesta di scomunica attraverso tutti i canali possibili, dai giornali a internet (su Facebook, in pochi giorni, il gruppo “Scomunicateci” ha già raggiunto mille adesioni: http://www.facebook.com/group.php?gid=64106479277). Perché la scomunica ci pare un atto dovuto da parte di chi chiama peccati ed eresie ciò che noi chiamiamo diritti umani e diritti civili. Paolo Izzo

  

Mercoledì 11 marzo – Una lettera su Liberazione e un articolo su Aprile Online 

Liberazione, 11 marzo 2009

Una scomunica, con tanto di ceralacca

Caro Dino, ho ricevuto la scomunica “latae sententiae” il 12 dicembre dell’anno scorso da parte di Simone Giusti, vescovo di Livorno, come conseguenza di ordine “giuridico” (legge di dio, can 1364, 1) per aver richiesto il cosiddetto “sbattezzo”; inoltre leggendo “Liberazione” incorro in un’ulteriore scomunica “latae sententiae” ai sensi dell’Art. 3 del “Decretum” del 1 luglio 1949 (leggere la stampa comunista). Ma nonostante ciò mi associo alla lettera di Paolo Izzo, e resto con lui e con tutti voi in attesa di qualcosa di più corposo e appagante di un banale e inutile automatismo paralegislativo: una bella scomunica “ferendae sententiae” con tanto di nome, cognome, ceralacca e cornice dorata che attesti che io non sono cattolico.Roberto Martina

 

Aprile Online, 11 marzo 2009

Un manifesto per la scomunica
di Paolo Izzo

La provocazione  –   A nome di quante persone, in realtà, le gerarchie ecclesiastiche di tutto il mondo parlano? Se, per coerenza e per diritto canonico, esse scomunicassero in un sol colpo tutti gli “eretici”, in quanti rimarrebbero a tentare di dettare “legge”?

La terribile vicenda della novenne brasiliana che ha abortito e della conseguente violenza dell’arcivescovo di Recife ai danni dei medici e della madre della bambina, mi impone di riprendere con forza una battaglia iniziata due anni orsono affinché la Chiesa cattolica scomunichi pubblicamente tutti, ma proprio tutti coloro i quali contravvengono a quelli che essa ritiene dogmi. Parlamentari, medici, giornalisti, giudici, avvocati, scienziati, opinionisti: scomunichino tutti quelli che lottano ogni giorno per l’affermazione dei diritti umani e civili!

L’intento della mia “provocazione” è quello di provare a mettere a nudo una verità… statistica: a nome di quante persone, in realtà, le gerarchie ecclesiastiche di tutto il mondo parlano? Se, per coerenza e per diritto canonico, esse scomunicassero in un sol colpo tutti gli “eretici”, in quanti rimarrebbero a tentare di dettare “legge”?

Cominciai nel 2007, con una lettera pubblicata dal Riformista il 5 maggio; ad essa ne seguirono decine e forse centinaia, che il giornale in parte pubblicò per giorni e giorni… Tantissimi organi di informazione ripresero e rilanciarono l’iniziativa nata così spontaneamente (anche quella volta il pretesto fu la scomunica da parte dell’arcivescovato messicano contro i parlamentari di quel paese che avevano votato un legge per l’aborto): oltre ad Agi, Apcom, Aprile, Agenzia Radicale, Liberazione e tanti siti e blog, se ne dovette occupare persino l’Avvenire. Altre furono le incursioni del sottoscritto sulla stampa e attraverso internet ed ogni volta avevano un seguito di indignazione contro le ingerenze vaticane e di sostegno alla causa. Una nutrita rassegna dal 5 maggio a tutt’oggi, potete leggerla qui: www.paoloizzo.net/scomunicateci.htm.

Vi segnalo infine che nelle ultime settimane ho ideato anche una sorta di “manifesto per la scomunica“, proponendolo come descrizione del gruppo di Facebook “Scomunicateci”, che in pochi giorni ha ricevuto 1000 iscrizioni!
Lo trovate qui di seguito:

Manifesto per la scomunica:

Scomunicateci.
Siamo atei.
Siamo a favore della contraccezione, dell’amniocentesi e della epidurale, della fecondazione assistita omologa ed eterologa, dell’interruzione volontaria di gravidanza,
della “pillola del giorno dopo” e della RU-486, della ricerca sulle cellule staminali embrionali, dell’eutanasia
e del testamento biologico.

Formiamo coppie di fatto, senza firmare contratti o matrimoni.
I nostri figli non li battezziamo e li esoneriamo dall’insegnamento della religione cattolica.
Preferiamo pensare, invece di credere.
E pensiamo a una nascita umana sana, uguale per tutti, senza perversioni e senza peccato originale. Perciò il Bene per noi è sinonimo di etica umana e di sanità mentale.

Riteniamo che la Chiesa non si sia mai evoluta,
se non perché costretta dagli Stati laici, come il nostro non sembra essere piú.
Ugualmente, sosteniamo che il clero è una lobby di potere politico ed economico;
e che il Vaticano è uno Stato straniero, con le sue regole,
il suo piccolo territorio e le sue grandi brame di espansione.

E nemmeno chiediamo che si torni alle origini, come si dice:
a Gesù, a san Francesco o alla madonna;
perché per noi essi sono astrazioni, figure mitologiche,
né più né meno di Giove, Bacco e Artemide.

Perciò vogliamo starne fuori:
se la Chiesa o il nostro Stato parleranno a nome della cristianità, non parleranno piú a nome nostro.
Vogliamo essere liberi di sognare,
di pensare alle donne e agli uomini come noi,
di occuparci dei nostri bisogni e delle nostre esigenze di esseri umani, fatti di psiche e di biologia
e nati non prima di aver visto la luce con i nostri occhi.
E morti quando non potremo più pensare di essere vivi.

Tutto questo può bastare per essere scomunicati?
Riteniamo di sì.

Link al gruppo di facebook
(siamo 3077!)

Giovedì 12 marzo 2009 – Il “Manifesto per la scomunica” viene pubblicato

su Resistenza LaicaManifesto.it e Cronache laiche

 

 

Venerdì 20 marzo 2009 – Il “Manifesto per la scomunica” viene pubblicato

su Left-Avvenimenti

e rimane sulla home page del sito per settimane

 

Venerdì 27 marzo 2009 – Due importanti adesioni-commenti al “Manifesto per la scomunica”

vengono pubblicate su Left-Avvenimenti

 

Il “Manifesto per la scomunica”

è stato inoltre ripreso dai seguenti siti internet: 

http://www.romalibera.it/

http://www.venuto.biz/index.php?option=com_content&view=article&id=36:scomunicateci-siamo-atei&catid=25:politica&Itemid=33

http://sienablog.ilcannocchiale.it/post/2193188.html

http://www.filosofia.eu.org/mostramessaggio.php?idmsg=55941

http://eterologa.blogspot.com/2009/03/manifesto-di-scomunica.html

http://movimentolaico.wordpress.com/2009/02/16/scomunicateci/

http://www.lastampa.it/forum/Forum3.asp?chiuso=False&pg=5&IDmessaggio=6463&IDforum=686

http://ilmuseodelmondo.tumblr.com/post/157704733/manifesto-per-la-scomunica-di-paolo-izzo

http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=8415424

http://socing.net/il-dibattito-sulla-pillola-ru486-accende-anche-facebook-e-twitter/

http://www.eticarazionale.net/gruppi-facebook-su-etica-e-progresso-civile

http://hardcorejudas.tumblr.com/post/157751442/manifesto-per-la-scomunica-di-paolo-izzo

 

Domenica 2 agosto 2009 – L’agenzia stampa Apcom
(ripresa il giorno stesso da Eco di Bergamo, Giornale di Vicenza, ItaliaOggi, L’Arena, Brescia Oggi, Diariodelweb.it) parla del gruppo “Scomunicateci” e cita brani dal “Manifesto per la Scomunica” 

Link:

http://www.apcom.net/newscronaca/20090802_060000_3b7b786_67595.html

 

© Paolo Izzo

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