La Stampa – Fabio Martini risponde a Paolo Izzo sui populisti e la “pacchia”

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Repubblica.it – Ostia, protesta dei cittadini contro i “padroni” del mare

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Davanti allo stabilimento Le Dune una delegazione ha manifestato contro il presidente dei balneari Renato Papagni a processo per gli abusi edilizi commessi sulla spiaggia che da 40 anni ha in concessione

di SALVATORE GIUFFRIDA

A Ostia, di fronte allo stabilimento Le Dune, il mare c’è ma non si vede: è coperto da edifici, cabine, recinti e steccati. È così su quasi tutto il lungomare, ma non a caso le Dune è stato scelto dal Comitato “Mare per tutti” per manifestare questa mattina contro gli abusi dei balneari e per chiedere le dimissioni di Renato Papagni, presidente di Federbalneari e titolare dello stabilimento che svetta su questa porzione di spiaggia. Il Comitato è formato da Pd, Liberi e Uguali e diverse associazioni tra cui “Mare Libero”. “Questo è il simbolo di abusi e di chi ha una concezione privata del mare pubblico – spiega Athos De Luca capogruppo del Pd – e da anni strozza le spiagge libere e il turismo di Ostia”. Quest’anno le cose non cambieranno. L’amministrazione grillina ha demolito i chioschi delle spiagge libere senza prevedere servizi di accoglienza e di ristoro e chi vorrà un caffè o un acqua dovrà per forza andare dai balneari.

“Lanciamo una petizione per la legalità – spiega Athos De Luca – e chiediamo le dimissioni di Papagni da presidente di Federbalneari. È una questione di coerenza: se imprenditori e balneari di Ostia sono dalla parte della legalità, non possono essere rappresentati anche da Papagni dopo le ultime vicende che lo hanno visto coinvolto”. Tra queste, De Luca ricorda il processo iniziato a marzo per gravi abusi edilizi e l’aggressione di pochi giorni fa al giornalista di Report.
“Ma anche per i  comportamenti censurabili verso gli associati – conclude De Luca – come nella vicenda resa pubblica dalla giornalista Federica Angeli sull’acquisto delle forniture dei prodotti Algida e per le dichiarazioni nelle quali nega la presenza di clan mafiosi a Ostia malgrado gli arresti e le condanne. Ricordo che Papagni è il fratello di Paolo, sotto processo per minacce a Federica Angeli che suonano come una intimidazione nei confronti di tutti”.

Molti passanti si fermano incuriositi, ascoltano e annuiscono. Ma a Ostia la zona grigia tra imprenditori collusi e politica è dura a morire, è una subcultura presente da anni: “Buffoni”, si sente da una macchina che passa in corsa sul lungomare. “Bisogna indagare su tutte le oltre 70 concessioni balneari – spiega il radicale Paolo Izzo dell’associazione “Mare Libero” – anche perché la Bolkestein impone una nuova gara”.
Anche la Regione deve fare la sua parte con un nuovo piano di utilizzo degli arenili: altrimenti continua il caos. “C’è una diffida depositata nel 2015 – spiega Izzo – la mafia balneare dimostra come qui a Ostia il sistema è inquinato e non esiste un confine chiaro tra interessi politici e imprenditoriali: lo dimostra la decisione dei balneari di puntare sul M5s e l’incontro con esponenti grillini avvenuto a porte chiuse prima delle elezioni. E ora i risultati si vedono”.

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Adnkronos – Roma: Radicali, intitolare una via a Marco Pannella

mappa rebibbiaRoma, 15 apr. (Adnkronos) – – I Radicali Paolo Izzo, Ambrogio Crespi e Gianni Rubagotti chiedono che, “come per il conduttore Fabrizio Frizzi, anche a Marco Pannella venga intitolato un luogo simbolico a Roma, magari in occasione del secondo anniversario della sua scomparsa”. “Nell’apprendere che l’Assemblea capitolina ha approvato all’unanimità una mozione, presentata dal gruppo capitolino di Fdi e dalla lista civica ”Per Giorgia” a esso collegata, che prevede ”l’intitolazione” di un toponimo a Fabrizio Frizzi, a poco tempo dalla morte del celebre presentatore, chiediamo che la Sindaca Virginia Raggi e i Consiglieri comunali di Roma Capitale prendano lo stesso impegno per il nome dell’altrettanto celebre e compianto leader del Partito Radicale Marco Pannella, magari – rilevano – in occasione del secondo anniversario della sua scomparsa, il prossimo 19 maggio”. Sottolineano Izzo, Crespi e Rubagotti: “Per questo chiediamo agli Onorevoli Consiglieri di farsi latori di una mozione in tal senso. Stiamo portando avanti analoghe iniziative nel Nord Italia, ma riteniamo che nella città dove Pannella ha vissuto tanti anni, regalando ai cittadini italiani nuovi diritti civili e difendendo i diritti umani di tutti con le sue battaglie politiche, non possa mancare una via che porti il suo nome”. “Avremmo anche individuato un luogo da suggerire alla Amministrazione Raggi, perché simbolico dell’impegno di Pannella e del suo Partito Radicale in favore della giustizia giusta e di una detenzione che rispetti i dettami della Carta costituzionale: una via adiacente a una delle due carceri romane in cui lui e molti Radicali si sono recati tante volte negli ultimi decenni”, spiegano Paolo Izzo, militante del Partito Radicale e scrittore, Ambrogio Crespi, iscritto al Partito Radicale e regista (autore del docufilm “Spes contra spem. Liberi Dentro”) e Gianni Rubagotti, militante del Partito Radicale e segretario dell’associazione ”Myriam Cazzavillan”. “Intorno a Rebibbia, per esempio -proseguono – c’è la lunga via Raffaele Majetti che per una sua parte cambia nome in via Bartolo Longo, venendo di fatto divisa in due. Intitolargli uno dei due tratti di quella via, dove affaccia soltanto il carcere e non altre abitazioni, potrebbe essere un bel ringraziamento a Marco Pannella e alla sua vita tutta spesa nella lotta nonviolenta per la difesa del diritto e dei diritti di tutti noi”. (AdnKronos) 15-APR-18 17:02

Il comunicato stampa è stato ripreso anche dal sito di informazione online ContattoNews in un articolo di Francesca Donnarumma de Luca