Agenzia Radicale – Da Casaleggio a Casalino: breve declinazione del grillismo

casalino-grilloQuando c’era lui, con la sua aria di filosofo e un ermetismo alla Pasquale Panella, ultimo controverso paroliere di Battisti, qualcuno si stava ancora chiedendo se dietro il simbolo a cinque stelle ci fosse una scuola alberghiera, un casting televisivo o, più banalmente, una setta religiosa; quando c’era Gianroberto Casaleggio, ideologico ideologo di Beppe Grillo, il movimento fondato dall’ex comico genovese era, tuttavia, in grande ascesa.

L’apparente partecipazione allargata a chiunque avesse un computer collegato a internet, la traduzione dello sdegno anti-politico in un succinto turpiloquio di massa e, soprattutto, lo sbandierato rifiuto di comunicare attraverso i media tradizionali, erano la sua forza: Grillo e i suoi, per statuto, non rispondevano ai giornalisti e così i giornalisti andavano da loro, instancabilmente e insistentemente, contribuendo di fatto al loro successo.

Oggi in apparenza non è cambiato niente, ma forse è cambiato tutto. E il sintomo più evidente di questa evoluzione, o involuzione che dir si voglia, è l’attuale amministratrice della città di Roma, Virginia Raggi.

Pochissima politica, molte vicende opache – ovviamente “a sua insaputa” – e l’idea costante di essere oggetto di una persecuzione da parte di media e giudici: questi elementi danno alla sindaca della Capitale il benvenuto ufficiale proprio in quella partitocrazia (o movimentocrazia, se si preferisce) che in origine i grillini sembravano voler combattere, scimmiottando maldestramente i radicali. Con l’aggravante che oggi gli esponenti del movimento co-fondato da Casaleggio possono andare in televisione, a patto che siano ben istruiti su cosa rispondere ai giornalisti. 

Virginia Raggi, prima di andare da Enrico Mentana a La7, ha fatto un briefing pre-televisivo con Rocco Casalino, ex concorrente del primo Grande Fratello, ex tuttologo da talkshow e attuale “coordinatore della comunicazione nazionale, regionale e comunale del Movimento 5 Stelle”. Tanto per rimanere in ambito televisivo, la “domanda che sorge spontanea” è che cosa penserebbero di tutto ciò, non solo Gianroberto Casaleggio, ma anche Pietro Taricone, se fossero ancora vivi.

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OmniMilano – PANNELLA, A MAGGIO INIZIATIVA IN PIAZZA AQUILEIA PER ‘INTITOLAZIONE’ GIARDINI

pannella(OMNIMILANO) Milano, 27 GEN – “Prendiamo atto del fatto che le dichiarazioni dell’Assessore Del Corno, apparse alcuni giorni fa su “Libero”, non siano state smentite dal medesimo Assessore, né da altri esponenti della giunta Sala. In assenza di smentite, esprimiamo soddisfazione per il successo della nostra iniziativa nonviolenta. La Giunta del Comune di Milano, contrariamente alla propria iniziale dichiarazione di volersi rimettere alla decisione del Consiglio riguardante l’intitolazione dei giardini di piazza Aquileia a Marco Pannella, sembra che dopo 4 mesi abbia mutato orientamento e abbia risposto al Consiglio che tale intitolazione non avrà luogo prima dei prossimi 10 anni. In effetti, noi non avevamo chiesto l’intitolazione dei giardini (richiesta peraltro partita dalla Comunità Ebraica), bensì una risposta tempestiva della Giunta al Consiglio, in quanto istituzione rappresentativa dell’intera cittadinanza milanese. Tale risposta, per quanto in modo poco formale, sembra che sia finalmente giunta. L’azione nonviolenta è quindi finita, essendo venuta meno la causa che l’aveva originata”. Così una nota dei promotori dell’appello per dedicare i giardini vicino a San Vittore a Marco Pannella, Gianni Rubagotti, Alessandro Celuzza e Mauro Toffetti, iscritti al Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito, Michele Capano, tesoriere di Radicali Italiani, Silvia Molè dell’associazione “Parte in Causa” e Paolo Izzo, scrittore e giornalista. “Ovviamente – proseguono – non viene meno la nostra aspettativa di vedere dedicati a Marco Pannella i giardini di Piazza Aquileia, quindi abbiamo concordato di invitare gli amici di Marco Pannella di qualsiasi orientamento politico e tutti i Milanesi, Assessore Del Corno e Sindaco Sala compresi, all’inaugurazione dei Giardini “Marco Pannella” che avrà luogo a Piazza Aquileia il giorno 7 maggio 2017, ovvero nella prima domenica dopo la ricorrenza della nascita del leader radicale. Proprio come avviene in India per Gandhi, anche noi festeggeremo la nascita di Marco, invece di commemorarne la morte”. La nota ricorda anche che domani, davanti al Palazzo di Giustizia, “sarà esposta una bandiera del Partito Radicale per ricordare i quasi 20.000 detenuti che hanno digiunato in concomitanza con la Marcia per l’Amnistia del novembre scorso a Roma”.

Askanews – Radicali: inizia digiuno per dedicare a Pannella giardino a Milano in piazza Aquileia. “Da 4 mesi aspettiamo risposta del Sindaco”.

LAUREA HONORIS CAUSA A MARCO PANMilano, 23 gen. (askanews) – “Ieri, 22 gennaio, sono trascorsi quattro mesi da quando il Consiglio Comunale di Milano ha votato quasi all’unanimità per chiedere di dedicare i giardini di fronte al carcere di San Vittore a Marco Pannella. Non essendo ancora giunta risposta alla nostra lettera aperta a Giuseppe Sala, ma soprattutto in attesa della risposta del sindaco al Consiglio, apriamo la nostra iniziativa nonviolenta con le prime 8 giornate di digiuno. E’ quanto ha annunciato in una nota l’Associazione per l’iniziativa radicale Myriam Cazzavillan, spiegando che “per ora verrà osservato un giorno di astensione dal cibo alla settimana”. A turno digiuneranno Paolo Izzo, Gianni Rubagotti, Alessandro Celuzza, Fabrizio Pesoli, Michele Capano, Davide Riccardo Romano, Mauro Toffetti e Lukas Dvorak. “Il 22 settembre scorso, il Consiglio Comunale di Milano fu chiamato a votare sulla mozione, avente come prima firmataria la vicepresidente del Consiglio, Elena Buscemi, e altri firmatari, ottenendo 37 voti favorevoli, 3 astensioni e nessun voto contrario” hanno spiegato gli esponenti radicali, sottolineando che “non chiediamo di condividere il nostro giudizio positivo sulla figura di Marco Pannella. Tale giudizio fu illustrato in modo eloquente dalla vicepresidente Elena Buscemi, quando evidenziò i motivi per i quali la figura del leader radicale meriti una deroga, nei modi previsti dal legislatore, rispetto alla consuetudine di attendere almeno 10 anni dalla morte prima di provvedere all’intitolazione di una via o di un luogo nel territorio di un Comune”. “Ci siamo permessi di scrivere al sindaco – concludono – per sollecitare una risposta ufficiale, sia essa positiva o negativa, da parte della Giunta, alla richiesta del Consiglio Comunale, in quanto espressione di tutta la cittadinanza milanese”.

N.B. Anche la foto che ritrae Marco Pannella fa parte del lancio dell’agenzia Askanews.